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BOLZANO. L'approvvigionamento idropotabile pubblico avviene in Alto Adige tramite 480 acquedotti. Partendo dal presupposto che l'acqua potabile è un bene di vitale importanza e pertanto deve essere difeso anche da alterazioni e manomissioni intenzionali della sua qualità, l'Agenzia provinciale per l'ambiente ha elaborato degli standard di sicurezza più dettagliati per la protezione degli impianti.
La stesura è avvenuta in collaborazione con l'associazione provinciale dell'artigianato Apa e con i gestori di acquedotti pubblici, il Consorzio dei Comuni ha rilasciato un parere positivo al riguardo e la Giunta provinciale ha approvato le linee guida integrate le cui disposizioni dovranno essere messe in pratica entro il 2020.
Tutte le componenti del sistema di approvvigionamento dell'acqua potabile e in particolare le componenti d'impianto con superfici d'acqua a pelo libero, quali opere di presa, serbatoi, avampozzi e pozzetti di raccolta e di interruzione della pressione, vanno protette in modo ancor più accurato mediante serramenti di classe di resistenza da media a elevata per impedire l'accesso ai non addetti. Un aspetto riguarda anche l'accesso alle strutture dello stesso personale addetto che dovrà essere tracciabile, sia per utilizzo chiavi, che per orari. I punti di accesso alle componenti d'impianto relativi ad acquedotti idropotabili pubblici che servono oltre 2.000 abitanti, devono essere dotati di un adeguato sistema di allarme e i serbatoi di un sistema di videosorveglianza. I serbatoi che approvvigionano oltre 5.000 abitanti devono essere dotati di una saracinesca telecomandata per l'interruzione dell'alimentazione della rete in caso di ingressi non autorizzati.


