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BOLZANO. Stessa necessità, bollette molto diverse. In Alto Adige il costo dell'acqua potabile e della depurazione può variare fino al 174% da un Comune all'altro, con una differenza che sfiora i 474 euro all'anno per una famiglia di quattro persone. È quanto emerge dall'analisi dei dati ufficiali dell'Astat, effettuata dall'associazione di consumatori Robin. Una forbice particolarmente ampia che riaccende il dibattito sulle tariffe dei servizi pubblici essenziali e sulla trasparenza dei costi sostenuti dai cittadini.
Nel dettaglio, la spesa annuale per una famiglia tipo passa dai 272 euro di Proves, il Comune più economico, ai 745,80 euro di Trodena nel Parco naturale, dove si registra la tariffa più elevata. La differenza è di 473,80 euro, una cifra considerevole per un servizio del quale nessuna famiglia può fare a meno. A rendere ancora più delicata la questione è l'assenza di concorrenza: per la fornitura dell'acqua e lo smaltimento delle acque reflue, infatti, i consumatori non hanno la possibilità di scegliere un gestore alternativo.
L'associazione Robin invita tuttavia a non trasformare i dati in una classifica di amministrazioni virtuose o inefficienti. «Non vogliamo mettere alla gogna nessun Comune», precisa Walther Andreaus, direttore a titolo volontario dell'associazione. Le differenze tariffarie, sottolinea, possono dipendere da condizioni geografiche e infrastrutturali differenti, che incidono sui costi di gestione delle reti idriche e degli impianti di depurazione. Una realtà che non elimina, però, la necessità di spiegare ai cittadini come vengono determinate le bollette.
«Acqua e acque reflue hanno un costo e condizioni geografiche e infrastrutturali diverse possono comportare spese diverse, ma proprio nei servizi di pubblica utilità essenziali è la trasparenza a generare fiducia», conclude Andreaus. L'associazione chiede quindi maggiore chiarezza e comprensibilità delle tariffe, affinché le famiglie possano conoscere meglio le ragioni delle differenze economiche tra i Comuni altoatesini.


