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EGNA. Il borgo della Bassa Atesina si conferma location ideale per il mondo del cinema. Solitamente la scelta cade sui caratteristici Portici mentre in questa occasione tocca al Klösterle, ospizio costruito nel XIII secolo per offrire ospitalità ai viandanti, come Albrecht Dürer durante il suo viaggio a Venezia nel 1494.
Il film della regista bolzanina.
Si tratta, in particolare, del film "Vermiglio o la sposa di montagna", seconda opera della talentuosa regista Maura Delpero. La pellicola è prodotta da Cinedora e Charades, con il contributo del Ministero della Cultura e il sostegno della Idm Film Commission altoatesina. Il cast includerà Tommaso Ragno, Carlotta Gamba, Giuseppe De Domenico e Sara Serraiocco. Ambientato in Italia alla fine della Seconda Guerra Mondiale, racconta la vita di tre sorelle in un piccolo paese di montagna, la loro metamorfosi e la loro crescita dopo l'arrivo di un soldato.
La sindaca di Egna: «Grande ritorno di immagine e buona operazione di marketing urbano».
La sindaca di Egna Karin Jost ha firmato l'ordinanza che consente, appunto, la trasformazione del Klösterle nel set di un film. Il ritorno, a livello di immagine, sarà notevole. La cittadina della Bassa Atesina è riuscita col tempo a trasformare questo sito in una sorta di luogo ideale per concerti, spettacoli e rappresentazioni, in particolare nei caldi mesi estivi. Il Comune di Egna, tra l'altro, incasserà anche un compenso di seimila euro per l'utilizzo del vecchio ospizio. «L'utilizzo del Klösterle come set cinematografico - sottolinea la sindaca nella delibera - rende da una parte possibile aumentare il grado di notorietà del Klösterle, come intende fare da tempo l'Amministrazione comunale, e dall'altra parte, nell'ottica di un marketing urbano perseguito dall'esecutivo, ciò consentirà di aumentare in generale il grado di notorietà Egna».
Il precedente con Mario Capecchi.
Tra le altre pellicole girate a Egna una di quelle di maggior spessore, nel 2020, è stata sicuramente il nuovo o film di Roberto Faenza, "Resilient", biopic sulla storia di Mario Renato Capecchi, vincitore nel 2007 del Premio Nobel per la Medicina, la cui incredibile storia ha inizio proprio nel cuore della Bassa Atesina. Da bambino, infatti, dopo la deportazione della madre, Mario Capecchi si era ritrovato a vivere la strada in diverse città del Nord Italia. Una storia che va, come lui stesso disse, "dagli stracci alla ricerca".


