BOLZANO. «Afd guarda alla secessione per l'Alto Adige? Allora loro stanno da una parte e io dall'altra». Massimo Bessone, il vannacciano della prima ora, l'ex assessore leghista che ha subito affiancato il generale nel suo sbarco in provincia, ha compulsato nelle ultime ore le dichiarazioni della destra germanica in odore di neonazismo e non vi ha trovato - ai suoi occhi - granché di clamoroso: «Sono per l'allontanamento dal loro Paese degli immigrati che non hanno titolo, vogliono il controllo dell'illegalità: tutte questioni che condividiamo. E con noi gran parte della destra». Ma se invece Alternative für Deutschland iniziasse in modo strutturato a sostenere le tesi secessioniste di Sütiroler Freiheit a proposito di autodeterminazione?

«Innanzitutto - obietta il "frontman" di Vannacci in Alto Adige - non lo sta facendo in modo esplicito. Se lo facesse io mostrerei subito la mia posizione: bene una autonomia sempre più articolata ma i confini non si toccano. E niente Stato libero del Sudtirolo. Anche perché nel caso conteremo nulla in Europa...». In realtà la durissima presa di posizione di Antonio Tajani dopo essere stato informato dell'uso di uno spazio nel parlamento tedesco per un convegno di Afd sul De Gasperi - Gruber di chiara impronta secessionista, era anche indirizzata a Futuro Nazionale. Dunque, una ben esplicita missiva spedita ai vannacciani, indicando in Afd - che il ministro degli Esteri ritiene fortemente affiancati ad Alternative für Deutschland - "i veri nemici dell'Italia".

Giusto per far intendere al generale che i suoi alleati in Europa siano un rischio per l'unità nazionale e i suoi confini. In sostanza: una richiesta di attenzione da parte della Germania dei contenuti del prossimo convegno Afd sugli accordi italo-austriaci ma anche una nuova puntata del duro scontro in atto tra centrodestra di governo, di cui Tajani e pure vicepremier, e la nuova destra estremista del generale, pronto anche a votare contro Giorgia Meloni, come ha fatto spesso, pur di erodere voti alla coalizione.In ogni caso, l'iniziativa del ministro italiano ha scosso gran parte del mondo della destra-destra sudtirolese.

I Freiheitlichen

Ulli Mair, assessora provinciale, ha minimizzato uno degli elementi portati da Tajani nella sua intervista (una cartina in cui l'Alto Adige risultava staccato dall'Italia posta nel manifesto del convegno Afd) parlando di "uso dell'intelligenza artificiale nel comporre i confini", anche se il vicepresidente dei suoi Freiheitlichen sarà uno dei relatori sul palco di Afd. Proprio Otto Mahlknecht ha replicato chiarendo come "fino ad ora i Freiheitlichen non hanno mai rivendicato l'autodeterminazione ma hanno puntato su uno sviluppo dell'autonomia verso una maggiore indipendenza". Una sottile distinzione più che altro nella tempistica. Il vicepresidente del partito ha poi giudicato come un "polverone" quando detto da Tajani e le successive reazioni indicando poi "nel percorso negoziale e nel consenso trai gruppi linguistici" l'asse di avanzamento eventuale verso una autonomia che guardi all'indipendenza.

Südtiroler Freiheit

Poi Stf. Da sempre molto coinvolta in iniziative molto vicine ad Afd, per non dire fiancheggiatrici, come l'invito in Alto Adige di Jean Pascal Hohm, leader dei giovani del partito della estrema destra germanica a un convegno poco tempo fa a Termeno o la partecipazione di Melanie Mair, dei giovani di Südtiroler Freiheit, all'incontro Afd a Magdeburgo. Ebbene Eva Klotz non le manda a sua volta a dire: «Proprio polemiche come quelle fatte emergere da Antonio Tajani e le reazioni successive mi dicono - spiega la "pasionaria" - che il Sudtirolo non sarà mai al sicuro in Italia». Sven Knoll, a sua volta consigliere provinciale di Sf, è ancora più esplicito: «La maggior tutela dall'Italia sarà sempre non appartenere all'Italia».

Poi, Afd ha proprio in Alto Adige uno dei suoi ideologi di punta. Marc Jongen, parlamentare di Alternative für Deutschland, è infatti d origini meranesi, con molte aderenze a Termeno, dove tra l'altro si è svolto il convegno di Stf con Hohm. Il quale ha definito una "stupidaggine" l'idea che il suo partito voglia riprendersi Bolzano. Jongen è stato più volte accanto a Vannacci in incontro svoltisi in Italia nelle settimane scorse. Anche da qui l'individuazione, da parte dik Antonio Tajani, di un asse tra Futuro Nazionale e Afd con possibili ricadute dentro le tensioni etnico-identitarie altoatesine.