PHOTO
BOLZANO. Stretta in vista sugli affitti brevi a scopo turistico: il sindaco Claudio Corrarati già dispone controlli più severi. E con la riforma «Abitare 2025» in arrivo in Consiglio questa settimana e 120 emendamenti depositati da maggioranza e opposizione, per gettare le basi di un piano casa che sostenga il capoluogo torna dal presidente Arno Kompatscher, al quale chiederà che Bolzano «riceva dalla Provincia condizioni particolari per le leggi sulla casa, in quanto capoluogo nel quale gravitano interessi comuni», dichiara.
Le case date ai turisti
Per quanto riguarda gli affitti turistici, Corrarati avverte: «Ritengo necessario dare una stretta, come già la legge in parte prevede fermando il rilascio di autorizzazioni». Ha parlato con Fabrizio Piras, il comandante della polizia municipale, «proprio per cercare di individuare i casi di irregolarità attraverso maggiori controlli».
Nella riforma firmata dagli assessori Ulli Mair, Peter Brunner e Luis Walcher, la maggioranza prova a limitare la proliferazione degli affitti turistici introducendo nuove misure. Oltre all'obbligo di iscrizione nel registro delle imprese e di attestazione di una adeguata formazione professionale, nella proposta di legge è saltato fuori l'obbligo che l'attività sia svolta nello stesso edificio della residenza o sede legale dell'esercente. «L'obiettivo è condivisibile», osserva Paul Köllensperger (TeamK), «Anche se possiamo già prevedere una miracolosa moltiplicazione delle società a responsabilità limitata semplificata con un capitale sociale di un euro...».
Un secondo aspetto da verificare riguarda le abitazioni per residenti: se saranno occupate abusivamente per uso turistico o per altre attività commerciali, la multa sarà triplicata. Ma secondo la consigliera dei Verdi Madeleine Rohrer «si continua a non distinguere tra situazioni diverse, e precisamente se un alloggio riservato a residenti è occupato abusivamente in un comune con esigenza abitativa (come Bolzano, ndr), in uno con un'alta percentuale di seconde case come Nova Levante o in uno con notevole emigrazione, ad esempio Lauregno».
Il nodo delle case convenzionate
Kompatscher ha sempre difeso la decisione di destinare ai residenti tutte le nuove case costruite con contributi pubblici. Ma la contrarietà di una parte della giunta è filtrata nella riforma. L'ipotesi, ora, è che il 16% della nuova cubatura sia destinato al mercato libero, per il profitto del costruttore, in modo che applicando prezzi «sostenuti» l'impresa abbia un margine di guadagno. Una misura che secondo l'opposizione (in particolare Sandro Repetto del Partito democratico) avrebbe l'effetto boomerang di alzare ulteriormente i prezzi di tutte le altre case della zona, mentre invece Franz Ploner (TeamK) la ritiene una misura «fondamentalmente positiva» se applicata con eccezioni per le aree strutturalmente deboli o a rischio spopolamento.
Secondo Corrarati, le convenzioni «vanno attivate per evitare la speculazione continua su un tema che necessita di risposte concrete ai cittadini sotto forma non solo di quantità ma anche di prezzi». Il sindaco precisa tuttavia che «esiste una economia delle costruzioni che dobbiamo alimentare e non ostacolare, per dare valore a una imprenditoria sana. In merito a questo chiederò nei prossimi giorni di incontrare nuovamente il presidente Kompatscher per rappresentare la particolarità della città di Bolzano».Un dato su tutti: «Tra ricercatori e studenti senza la residenza, abbiamo più di 3mila persone che non sono censite nel calcolo del fabbisogno».
È a Bolzano che si costruisce il futuro della provincia, sottolinea Corrarati. Perciò insiste: «Deve essere condiviso un piano casa che non lasci Bolzano da sola a risolversi il problema».


