PHOTO
BOLZANO. Gli ultimi calcoli dell'Astat prevedono in Alto Adige un aumento degli over 75 che passeranno dai 58.174 del 2025 ai 78.335 del 2040.Oltre il 34% in più. Va da sè che il progressivo invecchiamento della popolazione necessita di nuove forme di assistenza. L'assessore alla sanità Hubert Messner presenta Giosuè Gulli e Francesca Lubian, nuovi primari di Neurologia e Geriatria, spiegando che vista realtà quotidiana e prospettive, l'ospedale è chiamato a garantire la migliore assistenza possibile ai pazienti.
Neurologia, la svolta
Giosuè Gulli, guida da pochi mesi un reparto che era in sofferenza da tempo. A giugno dell'anno scorso si era dimesso l'ex primario Francesco Teatini per "motivi personali". E nei mesi, all'interno del gruppo, si sono accumulate tensioni di difficile gestione che il primario, è chiamato a sciogliere. Altoatesino, ex medico alla Stroke Unit di Bolzano, vanta un curriculum d'eccezione. Tra le altre esperienze è stato a lungo tempo responsabile del Dipartimento di Medicina dell'ictus all'Ashford and St Peter's Hospitals di Chertsey, in Inghilterra.
Dal febbraio 2023 ha diretto l'Unità operativa di Neurologia al Sant'Anna di Brescia che comprende anche una sezione di Stroke Unit di primo livello. Il suo, un rientro importante. «La sfida maggiore? Gestire l'acuto e il cronico. La coperta è corta ed occorre bilanciare bene le energie. Dobbiamo riuscire a garantire il servizio degli ictus cerebrali che assorbe una quantità di energia e di tempo considerevole visto che il nostro servizio copre, da solo, un bacino di mezzo milione di persone. E poi dobbiamo ricordarci che la Neurologia classica comprende anche la gestione di pazienti cronici (epilessia, parkinson, malattie neuromuscolari con la sclerosi multipla in primis)».
Gulli parla di liste d'attesa. «Per una visita neurologica generica non prioritaria l'attesa è di diversi mesi. Facciamo il possibile ma facciamo fatica non posso negarlo, i miei collaboratori sono sotto pressione. La visita specialistica è rapida ma deve essere prima filtrata da una visita generica. Lo scoglio sta qui, la visita generica iniziale».Il primario lavora anche sul fronte delle risorse umane. «Serve un approccio diverso. Il modello da seguire è quello anglosassone. Per lavorare bene tra colleghi serve un clima rispettoso, trasparente, professionale, privo di attriti o per lo meno gestiti molto bene, dove tutti fanno il loro così nessuno è sovraccaricato. In Inghilterra per esempio non esiste la timbratura e io non ho mai avuto problemi sia come clinico che come dirigente in un reparto grande con chi fa finta o non viene a lavorare, va via troppo tardi o troppo presto».
Geriatria sotto pressione
Francesca Lubian, nuova primaria, studi a Padova, specializzata nella diagnosi e nel trattamento delle alterazioni cognitive correlate all'età, siede al tavolo delle demenze dell'Istituto superiore di sanità. Nata a Bolzano nel 1976, lavora in reparto dal 2005 e dal 2011 è responsabile della struttura semplice per la valutazione delle demenze.Lubian ritiene fondamentale una sempre maggior collaborazione con i medici di famiglia per fare prevenzione ed intercettare le patologie all'inizio. Importante anche la collaborazione con gli infermieri che lavorano sul territorio e le case di riposo. «Geriatria copre tre grandi ambiti ed ha richieste di visite in continuo aumento: il reparto, la Memory Clinic ed il Centro Firmian, che accoglie 116 pazienti ultra fragili e complessi. Tra le altre cose va detto che in reparto va potenziato l'aspetto sul quadro nutrizionale e sulla prevenzione e trattamento del delirium. Dobbiamo consolidare, migliorandolo, la collaborazione con l'ortopedia per la cogestione dei fratturati di femore e l'ambulatorio per la prevenzione delle rifratture e del metabolismo osseo. Occorre iniziare una collaborazione con l'Oncologia e l'Ematologia attraverso un ambulatorio di oncogeriatria per la valutazione e l'accompagnamento delle persone anziane che devono sottoporsi a trattamenti chemioterapici/immunoterapici o a trapianto di midollo. In merito alla Memory Clinic la sfida sarà quella di acquisire gli standard per poter diventare centro prescrittore per gli anticorpi monoclonali, i nuovi farmaci per la malattia di Alzheimer. Standard che stiamo individuando proprio con l'Istituto superiore di sanità».
Due nuove dirigenti
Sempre ieri i vertici Asl hanno presentato anche due nuove dirigenti tecnico assistenziali. Si tratta di Astrid Santoni e Paola Sperindé. Santoni è responsabile di un'ampia gamma di servizi infermieristici tra Pronto soccorso, Emergenza, Cardiologia, Servizio psichiatrico e Poliambulatori. Sperindè, logopedista di formazione con diversi master nel campo della gestione sanitaria, è responsabile negli ambiti di Riabilitazione «fondamentale il taglio delle liste d'attesa», Igiene e Sanità e dei Servizi territoriali di Bolzano. A tutti l'Asl augura buon lavoro.


