BOLZANO. "Sono molto felice che dopo 20 anni dal mio arrivo qui in Alto Adige, mi sia finalmente stata riconosciuta la cittadinanza italiana. In verità, mi sono sempre sentito italiano: per l'accoglienza ricevuta da tante persone, per il lungo cammino di formazione che ho potuto intraprendere, e per la possibilità di viaggiare in tutta Italia con impegni di sensibilizzazione sociale". Lo scrive su Facebook Alidad Shiri, che da bambino arrivò come profugo dall'Afghanistan.

Raccontò la sua storia nel libro "Via dalla pazza guerra" e fu anche ospite in numerose trasmissioni televisive. Ora lavora in una comunità socio-pedagogica a Merano. "Da oggi - scrive con orgoglio - sono cittadino italiano a pieno titolo. E con questo riconoscimento arriva anche una nuova responsabilità: non posso più limitarmi a lamentarmi, ma devo scegliere di fare politica con la "P" maiuscola, per difendere davvero il bene comune, sia di chi arriva oggi, come è successo a me anni fa, sia di chi qui è nato. Ora ho bisogno di un momento per metabolizzare questa emozione, ma so che è l'ora di mettermi in gioco".

"Essere cittadini significa essere attivi, non lasciare che le decisioni ci passino sopra la testa, ma costruire insieme una società più giusta e consapevole", prosegue Shiri. "Dopo una lunga attesa, fatta anche di incertezze, finalmente è arrivato il giorno. Mi tremava la mano dall'emozione, nel firmare il protocollo davanti alla Sindaca Zeller di Merano". "Grazie di cuore a tutti, amici e amiche, istituzioni e società civile per avermi accompagnato in questo lungo cammino", conclude il suo post.

(foto Fb)