BOLZANO. Il nuovo quadro europeo sul Cbam, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, accende la preoccupazione di Coldiretti Trentino-Alto Adige. Al centro della contestazione c’è il voto del Parlamento europeo che, secondo la federazione regionale, ha eliminato la clausola di salvaguardia prevista per intervenire nel caso di forti aumenti dei prezzi dei fertilizzanti.

Per Coldiretti, la decisione rischia di tradursi in un ulteriore aumento dei costi di produzione per le aziende agricole, in un settore già alle prese con la volatilità dei prezzi dell’energia e con le conseguenze delle tensioni sui mercati internazionali.

L'allarme riguarda da vicino anche il comparto agricolo del territorio. Frutticoltura, viticoltura e foraggicoltura, quest'ultima strettamente legata alla zootecnia di montagna, sono tra le attività che utilizzano fertilizzanti e concimi e che potrebbero quindi risentire di eventuali rincari. L'impatto, secondo Coldiretti, potrebbe riflettersi sui bilanci delle imprese e, indirettamente, anche sui prezzi finali dei prodotti alimentari.

A intervenire è il presidente di Coldiretti Trentino-Alto Adige, Gianluca Barbacovi, che parla di una scelta che penalizzerebbe il tessuto produttivo regionale.

«La cancellazione della clausola di salvaguardia è uno schiaffo al tessuto produttivo della nostra regione – sottolinea Barbacovi –. I concimi e i fertilizzanti sono fattori della produzione essenziali. Penalizzare gli agricoltori eliminando qualsiasi paracadute significa aumentare i costi d'impresa che, immancabilmente, rischiano di trasformarsi in una nuova tassa indiretta sulla spesa e sul cibo naturale delle famiglie».

La questione riguarda in particolare il possibile effetto del nuovo sistema sui costi dei fertilizzanti importati nell'Unione europea. Il Cbam è stato introdotto dall'Ue con l'obiettivo di applicare un prezzo alle emissioni incorporate in alcune merci importate, creando un meccanismo di compensazione rispetto ai costi sostenuti dai produttori europei nell'ambito delle politiche climatiche comunitarie.

Secondo Coldiretti Trentino-Alto Adige, tuttavia, l'assenza di un meccanismo automatico di sospensione in caso di forte aumento dei prezzi espone maggiormente le imprese agricole alle oscillazioni del mercato.

La federazione regionale richiama inoltre la posizione assunta dal Consiglio dell'Unione europea nel mese di giugno, che aveva mantenuto una clausola di sospensione con l'obiettivo di offrire una tutela in presenza di condizioni particolarmente critiche sui mercati.

«L'Europa continua a scaricare sui territori e sugli Stati membri il peso delle proprie decisioni tecnocratiche, senza offrire alternative concrete», aggiunge Barbacovi.

Coldiretti chiede quindi alle istituzioni europee un cambio di rotta e strumenti di tutela per il comparto agricolo, con particolare attenzione alle aziende delle aree montane, considerate più esposte all'aumento dei costi e alle difficoltà legate alla produzione in territori caratterizzati da condizioni strutturalmente più complesse.

Il nodo, per gli agricoltori, resta quello dei costi. Un eventuale aumento dei prezzi dei fertilizzanti si aggiungerebbe infatti alle altre voci che gravano sui bilanci aziendali, con possibili ripercussioni sulla competitività delle produzioni agricole del territorio.