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BOLZANO. "I ghiacciai stanno arretrando a tutte le quote. Sebbene eventi di questo tipo siano di grande impatto, laddove il ghiaccio ricopre pareti rocciose molto ripide, essi fanno parte dell'attuale dinamica di disgregazione dei ghiacciai.
Le ondate di calore di quest'anno accelerano questi fenomeni e ne aggravano le conseguenze", così Roberto Dinale, direttore dell'Ufficio Idrologia e dighe dell'Agenzia per la Protezione civile della Provincia di Bolzano, che interviene dopo i recenti crolli di ghiaccio e detriti sulla Vedretta di Solda, in Alto Adige.
"Negli ultimi anni, i pericoli oggettivi in montagna sono notevolmente aumentati a causa dei cambiamenti climatici e oggi sono più imprevedibili che mai. A questo proposito, occorre prestare particolare attenzione al pericolo di caduta massi. Noi monitoriamo l'evoluzione della situazione, ma ci concentriamo soprattutto sull'eventuale rischio per le aree antropizzate. Negli spazi aperti sono richieste, in generale, cautela e responsabilità individuale", sottolinea il direttore dell'ufficio Dinale.
Come già quattro anni fa, anche quest'anno è stato caratterizzato da scarse precipitazioni invernali, seguite da temperature elevate nell'ultimo scorcio di primavera e ora in estate. Queste condizioni contribuiscono a intensificare i processi di fusione del permafrost e degli apparati glaciali, con conseguenze potenzialmente gravi.


