Le elezioni

Alpini Alto Adige, Pasquale D’Ambrosio confermato presidente

Assemblea molto partecipata per la sezione Ana altoatesina. D’Ambrosio ha ottenuto 67 voti contro i 27 dello sfidante Luca Zanoni. Presente anche una folta rappresentanza delle Truppe Alpine e delle istituzioni



BOLZANO. Assemblea dei delegati della sezione degli Alpini Alto Adige molto partecipata, quella che si è svolta stamattina, 6 marzo, nella Sala Rosenbach, in piazza Angela Nikoletti.  All’importante appuntamento, infatti, erano  presenti 39 su 40 e 96 delegati su 97. Al termine dei lavori è stato rieletto presidente Pasquale D’Ambrosio, che ha ottenuto 67 voti, superando lo sfidante Luca Zanoni, che ha raccolto 27 preferenze.

All’incontro hanno partecipato anche rappresentanti delle istituzioni e una folta delegazione delle Truppe Alpine. Tra i presenti l'assessore provinciale Christian Bianchi e il generale Ignazio Gamba, già comandante delle Truppe Alpine dell’Esercito. In rappresentanza del Comando Truppe Alpine, all’assemblea hanno preso parte anche ufficiali del 5° Reggimento Alpini, del 6° Reggimento Alpini e del 2° Reggimento Trasmissioni, a testimonianza del legame tra gli alpini in congedo e quelli in servizio.

I lavori si sono svolti con il tradizionale dibattito assembleare e sono stati presieduti da Mauro Bondi, presidente del Centro Studi dell’Associazione Nazionale Alpini ed ex consigliere nazionale. Presente anche il consigliere nazionale di riferimento Maurizio Pinamonti, della sezione di Trento.

«Sono molto contento della riconferma, che mi permetterà di affrontare questo ultimo triennio da presidente - il commento di D’Ambrosio - e di accompagnare la sezione verso il centenario del 2028, uno degli obiettivi che avevo in mente. Davanti a noi c’è molto lavoro da fare». In consiglio sono stati riconfermati Stefano Bordin e Walter Pedri, mentre entrano Gualtiero Innocenti, che torna dopo un anno di pausa, e Renato Modesto. «Mi dispiace per la mancata riconferma di Tiziana Scarlata - il rammarico di D’Ambrosio -, ma l’assemblea ha deciso così e dobbiamo rispettarne il risultato».













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