BOLZANO. Le controversie tra lavoratori e datori di lavoro trovano sempre più spesso una soluzione senza arrivare in Tribunale. In Alto Adige, il Collegio di conciliazione per le controversie di lavoro ha già raggiunto 521 accordi dall'inizio del 2026 al 25 settembre, su un totale di 540 casi trattati. Un risultato che conferma il ruolo dell'organismo nella gestione dei conflitti professionali e nella ricerca di un'intesa tra le parti.

I motivi del contenzioso possono essere diversi: licenziamenti, stipendi arretrati, mancato rispetto del diritto al riposo e altre questioni legate al rapporto di lavoro. In queste situazioni, il Collegio rappresenta una possibilità per tentare di risolvere la controversia in via extragiudiziale, evitando di ricorrere al giudice.

«Nel 2025 sono stati risolti in via consensuale 460 procedimenti, mentre quest'anno, al 25 settembre, siamo già a quota 521», spiega Georg Ambach, direttore dell'Ufficio amministrativo Mercato del lavoro, presso il quale ha sede il Collegio.

I dati mostrano una crescita dell'attività rispetto all'anno precedente. Nel 2025 erano state presentate complessivamente 526 richieste di conciliazione. Di queste, 179 riguardavano il settore industriale, 23 quello agricolo, 259 il commercio, il terziario e il turismo, 52 il pubblico impiego e 13 l'artigianato.

Nel corso dell'anno sono stati esaminati 488 casi e in 460 è stato raggiunto un accordo tra le parti, con un tasso di conciliazione di circa il 94%.

La tendenza trova conferma anche nei dati più recenti. Al 25 settembre 2026, le richieste depositate erano già 572. I casi trattati ammontavano a 540, con 521 controversie concluse attraverso un'intesa. Il tasso di conciliazione si attesta quindi intorno al 96,5%.

La maggior parte delle richieste proviene dai comparti industriale e del commercio, del terziario e del turismo, che rappresentano le aree maggiormente interessate dall'attività dell'organismo.

Il Collegio svolge inoltre una funzione di filtro rispetto alle sezioni lavoro dei Tribunali provinciali, favorendo la composizione dei conflitti prima che si arrivi a un eventuale contenzioso giudiziario. L'aumento delle domande e il numero di accordi raggiunti evidenziano così il peso crescente della conciliazione nella gestione delle controversie lavorative in provincia.