BOLZANO. La giustizia tributaria chiede ossigeno. Aumentano, nell’anno - e sono stati 80 - i procedimenti (con un più 23,36 reale) ma, ecco la questione aperta, un terzo dell’organico è scoperto. Ma non basta. «Quattro giudici in servizio nel 2025 - spiega Stefan Tappeiner presidente della Corte di giustizia tributaria di primo grado - sono tutti professionalmente impegnati in altre attività, quali giudici di altri organi o dirigenti di pubbliche amministrazioni». E quindi? «Devono svolgere il proprio lavoro quasi nel tempo libero». Cioè nei ritagli. Soluzione possibile? Se su 12 giudici previsti in organico sono attivi in 4, ecco che l’orizzonte sta nella nuova legge che prevede solo giudici tributari professionali, vale a dire applicati esclusivamente in questo lavoro. «I concorsi nazionali sono in arrivo - pronostica il presidente - ma per l’Alto Adige dovranno essere messi in campo bandi locali per avere personale bilingue».

Nel 2025 sono state 131 le sentenze, di cui 25 monocratiche e 106 collegiali, e, di queste, oltre il 30% sono state del tutto favorevoli ai contribuenti mentre il 42,75% hanno dato ragione completa agli uffici tributari. Inoltre, la corte ha trattato istanze di sospensione di cui 27 sono state accolte - circa il 41% - e 38 respinte, il 38%. Il valore complessivo delle istanze di sospensione accolte superava i 5 milioni di euro.

Dunque il lavoro non è mancato, anche se svolto sotto organico. Al punto che si è trovata ad essere ostacolata l’attività dell’altro corno della struttura, la corte di giustizia tributaria di secondo grado. Ma quali sono gli ambiti in cui il controllo è stato più attento, alla ricerca di attività tendenti a frodare l’erario? Si va dall’imposta di registro alle aliquote Irap per gli operatori nel settore dell’energia elettrica, transitando per le irregolarità nei benefici per le attività di promozione socio-culturale fino a toccare le agevolazioni per la piccola proprietà contadina. Particolari le frodi intorno ai crediti di imposta in relazione alle produzioni cinematografiche fino alle molte intimazioni per il pagamento delle tasse automobilistiche e al ritardato versamento dell’imposta di soggiorno, dovuta in particolare dagli alloggi temporanei.

Enrico Marinaro, presidente della Corte di giustizia tributaria di secondo grado, ha sottolineato come questa giurisdizione «fino a poco tempo fa veniva trattata come una Cenerentola, dunque troppo spesso sottovalutata a fronte del grande rilievo economico dei contenziosi». E a Bolzano, nonostante le carenze oggettive di personale addetto, «gli appelli - ha aggiunto Marinaro - sono stati pressoché trattati in tempo reale, posto che i processi pendenti al 31 dicembre scorso non hanno potuto essere discussi entro lo stesso anno per il dovuto rispetto dei termini di difesa». Infine la sfida della digitalizzazione che guarda al potenziamento - pur ancora non concluso - dei sistemi informatici per accedere a tutte le informazioni in tempo reale.

Ieri, probabilmente per la prima volta, l’inaugurazione - cui si è aggiunta la relazione della direttrice di segreteria Gabriella Longo - si è svolta in una scuola, in questo caso le Cesare Battisti, il polo economico dell’istruzione secondaria. Molti ospiti in aula magna, tra questi il sindaco Claudio Corrarati, Federico Giudiceandrea, presidente Unibz, con il rettore Alex Weissensteiner e il direttore Guenther Mathà e i comandanti di Finanza, Carabinieri e truppe alpine. P.CA