BOLZANO. In Alto Adige il 58% delle donne occupate lavora meno di 35 ore alla settimana, mentre oltre un uomo su cinque (21%) supera le 48 ore. È il divario fotografato dal nuovo studio EWCS sulle condizioni di lavoro nell'Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino, presentato lunedì 19 ottobre a Innsbruck. L'indagine evidenzia una netta differenza nella distribuzione degli orari lavorativi, con le donne molto più spesso impegnate a tempo parziale e gli uomini alle prese con settimane particolarmente lunghe.

Tra le lavoratrici altoatesine, il 35% è occupato dalle 21 alle 34 ore settimanali, mentre il 23% non supera le 20 ore. Sul versante maschile, oltre al 21% che lavora almeno 48 ore, un ulteriore 12% è impegnato tra le 41 e le 47 ore. Complessivamente, il 13% degli occupati altoatesini lavora almeno 48 ore, contro il 10% del Tirolo e il 9% del Trentino. È la percentuale più elevata tra i tre territori dell'Euregio.

Il carico lavorativo emerge anche dalla distribuzione delle giornate: il 15% lavora sei giorni alla settimana e il 4% addirittura sette. Il 35% degli intervistati svolge almeno una volta al mese una giornata di dieci ore o più, mentre il 21% dichiara di non aver rispettato, almeno una volta nel mese precedente, le undici ore di riposo obbligatorio tra due turni. Non sorprende quindi che il 37% degli occupati vorrebbe lavorare meno, contro il 49% soddisfatto dell'orario attuale e il 15% che desidererebbe aumentarlo.

Per l'assessora provinciale al Lavoro Magdalena Amhof, i risultati confermano la necessità di rafforzare le politiche di conciliazione tra famiglia e professione. «Se le donne non riescono a mettere a frutto il proprio potenziale a causa di condizioni quadro sfavorevoli, perdiamo preziose competenze che sono già presenti sul territorio», osserva. L'obiettivo è favorire una maggiore partecipazione femminile al mercato del lavoro attraverso orari flessibili, contratti adeguati e una più equa distribuzione degli impegni familiari. «Un buon lavoro non significa solo occupazione, ma anche salute, programmazione e tempo sufficiente da dedicare alla famiglia, alle relazioni sociali e al riposo», conclude Amhof.