PHOTO
BOLZANO. L’Alto Adige è tra i territori italiani dove si paga più Irpef. Ogni contribuente versa mediamente 6.975 euro all’anno, una cifra superiore di 1.187 euro alla media nazionale di 5.788 euro. È quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, elaborata sui dati del ministero dell’Economia e delle Finanze relativi all’anno d’imposta 2024. La provincia di Bolzano occupa il quarto posto in Italia per imposta media versata, preceduta soltanto da Milano, Roma e Monza e Brianza. Il reddito complessivo medio dichiarato raggiunge i 29.846 euro, contro una media italiana di 25.816 euro.
Sono 451.748 i contribuenti altoatesini censiti nell’indagine. La categoria più numerosa è quella dei lavoratori dipendenti, con 292.361 persone, seguita dai 135.003 pensionati. Si aggiungono 18.858 contribuenti con redditi da lavoro autonomo e 22.943 con redditi da partecipazione. Le diverse categorie possono sovrapporsi, poiché uno stesso contribuente può dichiarare più tipologie di reddito. Il quadro conferma il peso del lavoro dipendente nella struttura economica provinciale e colloca Bolzano tra le realtà italiane con i redditi medi più elevati.
Il confronto con il Trentino evidenzia una differenza significativa. In provincia di Trento l’Irpef media è pari a 5.674 euro, 1.301 euro in meno rispetto all’Alto Adige, mentre il reddito medio dichiarato si ferma a 27.250 euro. Secondo la Cgia, la maggiore imposizione nelle province economicamente più forti è legata soprattutto alla progressività del sistema fiscale: al crescere dei redditi aumenta anche l’imposta dovuta. Non si tratta quindi necessariamente di aliquote locali più elevate, ma di un maggiore prelievo medio associato ai livelli reddituali.
Il dato altoatesino si inserisce in un contesto nazionale caratterizzato dall’aumento della pressione fiscale, che nel 2026 dovrebbe raggiungere il 43%, il livello più elevato degli ultimi dieci anni. La Cgia sottolinea tuttavia che l’incremento non si traduce automaticamente in maggiori tasse per tutte le famiglie. Le misure adottate negli ultimi quattro anni hanno infatti prodotto una riduzione del carico fiscale stimata in 33,3 miliardi di euro per famiglie, autonomi e microimprese. A sostenere le entrate dello Stato sono stati soprattutto l’aumento dell’occupazione, i rinnovi contrattuali e il maggiore contributo richiesto a banche, assicurazioni e grandi imprese.


