BOLZANO. Il 2025 per Apa è stato un anno stabile, ma impegnativo. Le imprese hanno dimostrato ancora una volta quanto siano resilienti, flessibili e orientate al futuro, nonostante problemi strutturali che continuano a intensificarsi. «Anche nel 2025 l'artigianato altoatesino ha dimostrato di poter contare sulla propria capacità produttiva», sottolinea il presidente Apa Martin Haller.

«In molti settori registriamo una costanza relativa agli ordini, un'elevata qualità e una forte disponibilità all'innovazione. Allo stesso tempo, però, non possiamo ignorare gli aspetti che continuano a frenarci: la carenza di collaboratrici e collaboratori, l'elevata pressione all'adattamento digitale, la mancanza di alloggi a prezzi accessibili e la crescente burocrazia».

La carenza di manodopera qualificata resta il rischio strutturale principale.

«Il lavoro nell'artigianato c'è ma ciò che manca sono le persone in grado di svolgerlo», afferma Haller. «Il 2025 ha chiaramente mostrato che formazione, qualifiche e politiche del lavoro devono mantenere la priorità».Anche la digitalizzazione non è più un tema del futuro, ma una realtà operativa: processi digitali nei cantieri, automazione, e-commerce, pianificazione supportata dall'intelligenza artificiale. Tuttavia, le imprese più piccole sono sempre più sotto pressione.

Il vicepresidente di Apa Hannes Mussak, riassume così: «La digitalizzazione è allo stesso tempo un'opportunità e un fattore di stress. Molte imprese hanno fatto grandi passi avanti, ma hanno bisogno di accessi più semplici, meno regolamentazione, maggiore supporto e soluzioni pratiche».Un ulteriore fattore di carico è dato dalla questione degli alloggi. Le collaboratrici e i collaboratori faticano a trovare alloggi a prezzi accessibili vicino al luogo di lavoro, il che rende estremamente difficile il reclutamento. Questo collo di bottiglia incide direttamente sulla competitività delle imprese. La burocrazia resta uno dei principali fattori di spesa. “Purtroppo gli oneri amministrativi sono ancora elevati”.

Prospettive 2026: i bilanci di Bolzano e Roma definiscono le condizioni quadro

Con il bilancio provinciale 2026 e il bilancio dello Stato italiano sono ora state fissate le principali scelte che determineranno le condizioni economiche del prossimo anno. Il direttore di Apa Walter Pöhl, sintetizza così: «Le decisioni prese a Bolzano e a Roma determinano in larga misura quanto margine di manovra avranno effettivamente le nostre imprese, sia per quanto riguarda gli incentivi per gli investimenti, il sostegno alla formazione o le semplificazioni amministrative».

In ambito fiscale si delineano sia alleggerimenti sia adeguamenti strutturali. Per i contribuenti privati sono previste, tra l'altro, una moderata riduzione dell'aliquota dal 35% al 33% per i redditi medi, nuove disposizioni sugli affitti brevi e la conferma delle detrazioni esistenti per le ristrutturazioni e l'ecobonus. Queste ultime potrebbero rappresentare un impulso per nuovi progetti di risanamento. Le imprese dovrebbero inoltre beneficiare della rinnovata possibilità di trasferire immobili o determinati beni con condizioni agevolate o di estrarli dal patrimonio aziendale. A ciò si dovrebbe aggiungere una regolamentazione semplificata per i vecchi debiti fiscali. Con il ritorno dell'iperammortamento per i nuovi beni strumentali, lo Stato lancia inoltre un chiaro segnale a favore degli investimenti.

Parallelamente, la Provincia punta su investimenti in infrastrutture, mobilità, alloggi e istruzione. Questi ambiti sono decisivi per la qualità del territorio altoatesino e rafforzano, nel medio e lungo periodo, le condizioni per la crescita e la competitività. Per l'artigianato ne derivano sia opportunità legate a nuovi incarichi sia importanti miglioramenti strutturali. L'insieme di queste misure determina quanto le imprese possano pianificare con sicurezza, dalla liquidità alle decisioni di investimento fino allo sviluppo del personale. Proprio per questo, sottolinea Pöhl, è necessaria una riduzione degli oneri amministrativi: «Le nostre imprese hanno bisogno di meno carta, meno attese, meno ostacoli - e di più spazio per la creazione di valore. Stato e Provincia devono lavorare con decisione in questa direzione nel 2026».

Cosa attende l'artigianato altoatesino nel 2026

Il 2026 sarà accompagnato da processi di adattamento per l'artigianato altoatesino. Le prospettive economiche rimangono stabili, ma le imprese si trovano ad affrontare compiti strutturali già noti: la carenza di manodopera qualificata resta un tema centrale che influisce sulla pianificazione e sulle capacità di molte aziende.

Anche gli investimenti si sviluppano con cautela, sebbene gli incentivi fiscali citati aprano nuove possibilità.Il presidente Haller si mostra fiducioso: «L'artigianato resta una componente affidabile dell'economia altoatesina. Se nel 2026 lavoreremo insieme su formazione, semplificazione e alloggi a prezzi accessibili, creeremo buone condizioni per uno sviluppo stabile».