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BOLZANO. «Il 31 ottobre scade il mio mandato e ho deciso di non partecipare alla selezione per la direzione dell'Assb. Ho maturato i requisiti e vado in pensione». Liliana Di Fede, direttrice dell'Azienda servizi sociali dal 2018, lo ha comunicato solo pochi giorni fa ai dirigenti. Una scelta che non deve essere stata facile, vista la passione e la competenza che ci ha messo in questi anni alla guida dell'Assb. Tanto da essere la prima ad arrivare in ufficio la mattina, mangiare al volo qualcosa, tra una riunione e una telefonata; andarsene la sera, quando fuori è ormai buio. Chi raccoglierà il suo testimone si troverà a gestire una struttura di 1.040 dipendenti con un budget di 117 milioni all'anno. «La nostra azienda ama dire si prende cura delle persone dall'inizio della vita (gestisce gli asili nido) e le accompagna fino nell'ultimo miglio, quello spesso più doloroso e complicato (residenze per anziani). Tanto che il più piccolo dei nostri utenti ha sei mesi; la più anziana 110 anni».
Direttrice, decisione irrevocabile?
«Direi proprio di sì. Io sono stata nominata dall'ex sindaco Renzo Caramaschi nel 2018 e l'incarico era stato poi rinnovato. Un ulteriore rinnovo automatico non sarebbe stato possibile. La legge ne prevede solo uno e poi bisogna indire una selezione».
E perché non riprovarci?
«Perché ho maturato i requisiti per andare in pensione e ho deciso di approfittare di questa opportunità. Avrò più tempo per dedicarmi alla famiglia e andare magari più spesso a trovare il mio nipotino che vive Svezia».
Non è che in realtà la decisione sia stata dettata dal fatto che forse con la nuova giunta comunale di centrodestra c'è meno feeling?
«Assolutamente no. Si tratta di una scelta personale e sono convinta - dopo un certo numero di anni - che sia giusto cambiare. Nessuno è insostituibile».
Due incarichi in scadenza
Ricordiamo che oltre alla direzione scade anche la vicedirezione, affidata ad Alexej Paoli. La selezione riguarda entrambi i ruoli, ma Paoli a quanto pare parteciperà. Il primo posto è riservato al gruppo linguistico italiano, il secondo a quello tedesco. Le domande devono essere presentate entro il 29 settembre. Oltre alla laurea e all'attestato di bilinguismo è richiesta "esperienza dirigenziale, ovvero l'esercizio delle funzioni di direttore/direttrice generale di Assb vicedirettore/vicedirettrice generale di Assb o di direttore/direttrice di ripartizione o di direttore/direttrice d'ufficio per un periodo di tempo non inferiore a 5 anni ovvero funzioni dirigenziali analoghe della stessa durata nel settore privato".
Un cda per l'Assb
Si parla da anni della possibilità di creare un cda per l'Azienda e la questione è entrata anche nell'ambito della discussione per la formazione della giunta Corrarati. Addirittura sembrava che si pensasse proprio all'attuale direttrice Liliana Di Fede come possibile "traghettatrice" verso una nuova governance. Ma evidentemente quest'ipotesi alla fine è tramontata. Tanto che oggi il sindaco Claudio Corrarati frena: «Per il momento la discussione sul cda è congelata. La priorità è rappresentata dall'individuazione delle due posizioni apicali, ovvero direttore/direttrice e vice. Poi si vedrà se serve effettivamente nominare un cda, per aumentare efficienza ed efficacia dell'Azienda che già comunque sta lavorando bene. Non vorrei che la nomina di un consiglio d'amministrazione finisca per essere un appesantimento della struttura stessa, attesa a sfide sempre più importanti».
Le sfide del sociale
A maggio l'Assb ha festeggiato i 25 anni. Era stata l'occasione per parlare delle nuove sfide che attendono l'Azienda. A partire dall'invecchiamento della popolazione che implica aumento della spesa per l'assistenza e necessità di trovare personale, in una società dove le famiglie si "assottigliano" e non sempre si possono fare carico del padre o della nonna che, magari dall'oggi al domani, non sono più autosufficienti. «La cosa positiva - aveva spiegato la direttrice Di Fede - è che si vive sempre più a lungo e con una buona qualità della vita. Ciononostante, bisogna mettere in conto che ad un certo punto l'autonomia può venir meno e la persona in casa non è più gestibile. Per questo si calcola che a Bolzano servano circa 200 nuovi posti all'interno delle residenze per anziani».
Nascono sempre meno bambini anche in Alto Adige, dove il tasso di natalità è comunque il più alto a livello nazionale, aumentano però le richieste per quanto riguarda i posti negli asili nido e nelle microstrutture, apprezzati sempre di più perché hanno anche una missione di tipo educativo oltre a consentire a madri e padri di conciliare esigenze lavorative con impegni di famiglia. Aumenta la richiesta anche del tempo prolungato nelle scuole materne. Alla quale non è facile rispondere, sempre per lo stesso motivo: manca personale.


