BOLZANO. Entrano in vigore con il mese di settembre nuove regole sull'assegno di mantenimento per famiglie monogenitoriali erogato dalla Provincia di Bolzano. Le modifiche, approvate all'inizio dell'anno dalla giunta provinciale ed integrate nella legge omnibus approvata a luglio dal consiglio provinciale, riguardano importo, durata della prestazione e condizioni per la richiesta.

L'assegno di mantenimento sostiene famiglie monogenitoriali, nei casi in cui il genitore obbligato nei termini e nelle modalità previste dall'autorità giudiziaria non eroghi al genitore affidatario del figlio minorenne il relativo assegno di mantenimento. L'anno scorso hanno usufruito di questo servizio 572 famiglie monogenitoriali, con cui hanno ricevuto il sostegno nel totale di 2,1 milioni euro 896 bambini.

"Questa prestazione di sostegno finanziario serve a risolvere in parte una situazione gravosa. Già da oltre 20 anni la Provincia è impegnata proattivamente e si impegna a fornire una prestazione di sostegno concreta", afferma l'assessora provinciale alle politiche sociali, Rosmarie Pamer.

Circa il 22% del contributo in sospeso è stato rimborsato dal genitore responsabile del mantenimento che non ha versato l'assegno. Una misura riguarda l'estensione della prestazione fino al ventunesimo anno di età del figlio (finora il contributo veniva erogato fino al compimento dei 18 anni). L'innalzamento dell'età vale quando il figlio o la figlia si trova in fase di formazione (scuole superiori, professionali o università).

Dal primo settembre entra in vigore l'aumento del contributo massimo: per un figlio o una figlia sale a 369 euro (finora erano 328 euro), mentre per tre figli è stato aumentato da 669 a 752 euro. Inoltre è stato aumentato il valore della situazione economica, determinante per il calcolo dell'importo. Questo è stato ora aumentato da 2,2 a 2,5. Per l'aumento del contributo non è necessario presentare nessuna nuova richiesta, mentre per l'estensione fino al ventunesimo anno di età del figlio o della figlia le persone interessate si devono presentare ai Servizi sociali del territorio.