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BOLZANO. Entro il 2035, in provincia di Bolzano, il bisogno di cure e assistenza per gli anziani aumenterà del 35%. È quanto emerge da una ricerca frutto della collaborazione tra Libera Università di Bolzano e Università di Innsbruck.
Una équipe interdisciplinare composta da economisti, sociologi e statistici ha quantificato le sfide finanziarie nel settore dell'assistenza e ha preso in considerazione potenziali ipotesi di intervento che hanno lo scopo di rendere sostenibile a lungo termine l'assistenza alle persone nella terza età.
Secondo lo studio, fino al 2035 il numero di persone non autosufficienti in Alto Adige aumenterà presumibilmente di 5.700 persone, ovvero del 35%, e per assisterle occorrerebbero ulteriori 1.700 posti letto (pari a 115 posti all'anno). Anche la quantità di persone addette alle cure dovrebbe aumentare in misura almeno proporzionale.
Attualmente le risorse impiegate per la cura delle persone anziane, senza considerare tutte le altre persone non autosufficienti, sono pari a 750 milioni di euro, ma questo importo dovrà aumentare fino ad 1 miliardo e 152 milioni di euro (402 milioni di euro in più). "Tenuto conto delle somme che si profilano - è una delle conclusioni delle studio - occorre avviare un discorso politico circa la modalità di suddivisione degli oneri tra la mano pubblica e le famiglie, ma anche tra le famiglie con diverse possibilità economiche".
"Alla luce del numero sempre crescente di persone bisognose di assistenza, si è ritenuto necessario individuare nuovi modelli di finanziamento per il settore dell'assistenza - osserva il presidente della Provincia Arno Kompatscher - Sulla base dei risultati ora disponibili, potremo discutere di modelli specifici, come l'assicurazione integrativa per l'assistenza".
"Un'assistenza dignitosa richiede persone amorevoli e qualificate. Il denaro non è la priorità assoluta, perché da solo non fornisce assistenza, ma senza risorse economiche non è possibile garantire quest'ultima. La parte principale della nostra ricerca si concentra su come raccogliere i fondi necessari nel modo più 'equo' possibile", spiega il professor Gottfried Tappeiner (Università di Innsbruck). "Come università, riteniamo necessario parlare dell'invecchiamento e del conseguente aumento del bisogno di assistenza e supporto e fornire un contributo scientifico - sottolinea Alex Weissensteiner di Unibz - Dobbiamo iniziare oggi a sviluppare strategie che permettano di garantire in modo sostenibile un'assistenza di qualità in Alto Adige".


