BOLZANO. Se, come ritengono gli investigatori, i corpi di Laura Perselli e Peter Neumair, scomparsi il 4 gennaio a Bolzano, sono stati gettati nelle acque dell’Adige quella sera stessa, com’è possibile che dopo 17 giorni non siano ancora stati trovati, nonostante il dispiegamento di centinaia di uomini, impegnati nelle ricerche? Lo abbiamo chiesto a Guido Ferrari, già funzionario del Corpo dei vigili del fuoco permanente di Bolzano.

«È possibilissimo. Ci sono un’infinità di fattori, per cui - a parità di peso - ci sono corpi che possono emergere prima e altri che hanno bisogno di più tempo. L’acqua fredda, com’è in questo periodo, fa sì che rimangano più a lungo sul fondo. Ricordo il caso di un corpo ritrovato nel Noce dopo 100 giorni di permanenza in acqua. Anni fa a Fortezza - durante un violento nubifragio - c’era stata una frana e un’auto con due sorelle a bordo era finita nel fiume: tempo dopo era stato recuperato un pezzo della carrozzeria, ma le due donne non sono mai più state ritrovate».
I corpi della coppia potrebbero essere finiti in qualche buco e ansa del fiume? «Possibilissimo. Ci potrebbero volere ancora giorni. O addirittura settimane, prima che riaffiorino».
•Nei prossimi giorni dovrebbero riprendere le ricerche che, a questo punto, potrebbero essere concentrate maggiormente nella parte trentina del fiume Adige, arrivando fino alla diga di Mori.

Dubbi e certezze

Il sangue trovato sull’auto della famiglia Neumair e sul ponte della discarica Ischia-Frizzi. Il ritrovamento durante la ricerca di Laura Perselli e Peter Neumair, spariti nel nulla dallo scorso 4 gennaio, di una giacca identica a quello che indossava Peter al momento della scomparsa. Il buco nel cellulare di 40 minuti nel cellulare del figlio Benno (il suo ritratto), indagato per omicidio e occultamento di cadavere.

Sono queste le certezze, se così si possono definire, in una vicenda che di cose chiare per il momento ne ha ancora poche. Nelle ultime ore è stata fatta anche l’ipotese dell’avvelenamento. Benno è ancora a piede libero.

La disperazione della sorella di Benno

Dopo che gli zii non si sono detti “sorpresi da questo sviluppo delle indagini”, ha parlato la sorella di Benno.

«Sono così addolorata all’idea di aver perso la mia mamma e il mio papà, a 26 anni, in un momento in cui stavo condividendo con loro la mia vita, ogni giorno. Voglio assolutamente sapere la verità su come sono andate le cose, quella sera. Qualunque sia la verità». A parlare è Madé Neumair, figlia di Laura Perselli e Peter Neumair. Non nasconde lo strazio per l’indagine aperta sul fratello Benno.

Il racconto di Benno

Benno Neumair, indagato per il presunto omicidio dei due genitori, Peter Neumair e Laura Perselli, avrebbe fornito agli inquirenti la sua spiegazione di come aveva trascorso la serata di lunedì 4 gennaio: «Mi sono fermato al laghetto dei pescatori per rilassarmi» avrebbe detto agli inquirenti riferendosi ai circa 40 minuti trascorsi tra il passaggio della sua auto sul ponte Roma di Bolzano, dopo le 21, e le 22, quando la Volvo station wagon viene immortalata dalle telecamere nella galleria di Laives.

In quel periodo il trentenne spegne il suo smartphone. E verso le 21 si spengono definitivamente anche i due cellulari di entrambi i genitori. Benno avrebbe giustificato questo «buco» di tempo spiegando di essersi voluto fermare al laghetto dei pescatori per rilassarsi, mentre gli inquirenti sospettano che proprio in quel momento avrebbe trasportato i corpi dei suoi genitori sul ponte della discarica Ischia Frizzi per gettarli nel fiume Adige. Si tratta ovviamente solo di ipotesi investigative, ancora tutte da verificare.

I legali dell’uomo

Gli avvocati di Benno sono sicuri che presto il loro assistito dimostrerà che con la scomparsa dei genitori non ha nulla ha che fare.