BOLZANO. I Verdi polemizzano e criticano la giunta; l’associazione albergatori condivide la linea; l’Azienda di soggiorno ringrazia per l’aumento che scatterà il primo gennaio 2026 dell’imposta di soggiorno che pagano i turisti. Inizialmente era previsto un ritocco progressivo della tassa in base al tipo di struttura alberghiera. Giovedì però in consiglio comunale è stata approvata una delibera diversa, in quanto “corretta” da un emendamento della Svp che prevede appunto un aumento di 90 centesimi uguale per tutte le strutture ricettive.

In un albergo a due stelle si pagheranno 2 euro e 40 centesimi (stesso importo per gli affittacamere) al giorno, 2 euro e 90 centesimi per i tre stelle, 3 euro e 40 centesimi per i 4 e 5 stelle. Si stima che l’aumento consentirà di incassare - a partire dal nuovo anno - circa 700 mila euro in più: soldi che saranno destinati per il 90% all’Azienda di soggiorno (618 mila euro) e per il 10% nelle casse Comune (69 mila euro).

I verdi critici

Contraria a questa soluzione Chiara Rabini, capogruppo in consiglio comunale, che spiega così la posizione del gruppo Verde: «Invece di aumentare in maniera proporzionale l’imposta di soggiorno – come proposto dalla giunta comunale e come approvato all’unanimità in commissione – la Svp mette sullo stesso piano tutte le strutture: dall’ hotel più lussuoso fino alla pensione più modesta. Con il pretesto di voler “punire” la piattaforma Airbnb si manda un segnale del tutto inefficace. Questa manovra non è soltanto incoerente, ma anche ingiusta. Chi guadagna di più deve contribuire di più. Per ragioni di equità fiscale e distributiva non possiamo sostenere una simile scelta».

Albergatori e Azienda di soggiorno a favore

«Giusto far pagare a tutti uguale - commenta Klaus Berger, titolare dell’albergo Post di piazza Gries, vicepresidente dell’Azienda di soggiorno e dell’associazione albergatori di Bolzano - non si vede perché ad esempio gli affittacamere dovrebbero pagare meno. Noi albergatori garantiamo servizi che loro non offrono; a partire da una serie di informazioni che diamo ogni giorno ai clienti che arrivano alla reception. I loro ospiti invece o navigano in internet o si rivolgono all’Azienda di soggiorno. E comunque non è detto che da un affittacamere o in una casa vacanze a Bolzano si paghi meno che in albergo».

D’accordo anche Barbara Zisser, membro del cda dell’Azienda di soggiorno e presidente dell’associazione albergatori di Bolzano: «La tassa maggiorata in maniera uguale per tutte le strutture alberghiere è equa; i maggiori incassi consentiranno all’Azienda di soggiorno di promuovere nuove iniziative non solo per i turisti, ma anche per i bolzanini». L’aspetto politico «Io avrei preferito - ammette l’assessore Claudio Della Ratta - l’aumento differenziato a seconda della struttura, alla fine però va bene così. I 90 centesimi in più per tutti consentiranno all’Azienda di soggiorno di avere a disposizione maggiori fondi che servono eccome». Da parte sua il sindaco Claudio Corrarati nega che ci sia stata una qualche imposizione da parte dell’alleato: «La proposta della Stella alpina è stata condivisa da tutti e valutata in un quadro complessivo che comprende anche gli affittacamere. Negli ultimi anni c’era stato un boom che ha sottratto alloggi ai residenti. Nel 2024 invece un centinaio di proprietari ha rinunciato a questo tipo di attività e gli appartamenti sono “rientrati” nel normale mercato degli affitti». A.M.