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BOLZANO. «No alle discriminazioni: l'accordo del 27 novembre con i relativi aumenti applicatelo a tutti i lavoratori della Sasa. Lo prevede la legge anche se ci sono delle sentenze che ammetterebbero l'applicazione differenziata». Lo auspicano sia Donatella Califano, segretaria provinciale della Cisl, sia Mauro Baldessari, segretario della Uil, rappresentanti delle sigle sindacali che, assieme ad Asgb e Faisa/Cisl hanno firmato l'accordo per i 590 dipendenti dell'azienda di trasporti.
L'invito è chiaro: evitare la guerra tra sigle sindacali e tra lavoratori. Questo dopo che il direttore generale di Sasa Ruggero Rossi de Mio ha comunicato la decisione della società di applicare l'accordo solo agli iscritti alle organizzazioni sindacali che hanno siglato l'accordo (Cisl/Fit, Uil trasporti, Faisa/Cisal, Asgb) e a coloro che non risultano iscritti ad alcuna sigla. Non verrà invece applicato agli iscritti ai sindacati Filt Cgil, Orsa Trasporti, Usb Lavoro Privato e Ugl Autoferro che non hanno firmato e hanno promosso il referendum che ha bocciato l'intesa.
L'azienda ha scelto dunque la linea dura che rischia però di aumentare la tensione tra i lavoratori. «Quello che sta succedendo è gravissimo - dice Girolamo Frenna, di Usb lavoro privato -. La vicenda è già in mano agli avvocati. Il referendum ha dato un risultato molto chiaro: su 350 partecipanti (590 gli aventi diritti), 302 hanno detto sì all'abrogazione di quell'accordo in quanto non garantisce aumenti adeguati e comunque non a tutti. Va riscritto. Per questo abbiamo indetto un altro sciopero l'8 gennaio dalle 16 alle 20».
Gli aumenti
L'accordo prevede tra i 50 e i 70 euro al mese in più; ulteriori 250 euro di welfare (per un totale di 500), utilizzabili per l'acquisto dell'abbonamento annuale al trasporto pubblico, come già avviene per i dipendenti pubblici. «Con gli aumenti approvati in questi ultimi 3 anni dalla Sasa e dai soci (Provincia, Comuni di Bolzano, Merano e Laives) - assicura l'assessore Daniel Alfreider - un autista può guadagnare, comprensivo delle componenti differite e fuori busta paga, tra cui buoni pasto e welfare, fino a 2.300/2.400 euro al mese. Si ricorda inoltre che dal 2026 scatteranno ulteriori aumenti per tutti, già previsti dal contratto collettivo nazionale di categoria, per un importo lordo mensile di circa 120 euro, a seconda dell'inquadramento contrattuale dei collaboratori. Sasa prende atto dell'esito del referendum abrogativo, garantendo il rispetto della volontà delle sigle che non hanno firmato l'intesa e di chi invece lo ha firmato, chiedendone l' applicazione».
Sindacati divisi
Se Frenna vede il bicchiere vuoto: «In quest'accordo non è previsto alcun aumento reale»; Califano e Baldessari lo vedono almeno mezzo pieno: «Certo, si può sempre pretendere di più, ma bisogna essere realisti. Quello che abbiamo raggiunto, è un buon accordo. Intanto portiamoci a casa questi aumenti e poi si tornerà a discutere». Tanto che tra coloro che rischiano di non ottenere gli aumenti, qualcuno a quanto pare comincia a preoccuparsi: «Ho ricevuto già delle telefonate - dice Artan Mullaymeri, segretario Uil Trasporti - di chi mi chiede come fare per vedersi applicare l'accordo». Silenzio da parte della segretaria provinciale della Cgil Cristina Masera: «Stiamo facendo una serie di valutazioni sulla decisione annunciata dall'azienda». Paolo Zenorini, membro del cda di Sasa oltre che segretario della Lega, sposa la linea decisa dai vertici: «La società si è confrontata con i propri legali ed è possibile applicare l'accordo solo a chi lo vuole, ovvero agli appartenenti alle sigle sindacali che lo hanno firmato. Non si può obbligare nessuno ad accettare degli aumenti che a quanto pare non sarebbero graditi».


