BOLZANO. La provincia di Bolzano è prima in Italia per reddito medio dichiarato dai contribuenti in regime forfettario, con 20.450 euro all’anno. Un primato che emerge dall’analisi dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, dedicata alle condizioni economiche dei lavoratori autonomi. In Alto Adige sono 13.501 le partite Iva forfettarie, pari allo 0,7% del totale nazionale. Il dato sui redditi, riferito al 2024, supera di 3.260 euro la media italiana di 17.190 euro e colloca Bolzano davanti alla provincia di Trento, seconda con 19.280 euro, e alla Lombardia, terza con 19.260 euro.

Il primato altoatesino si inserisce però in un quadro nazionale caratterizzato da una forte vulnerabilità economica del lavoro autonomo. Secondo i dati Istat relativi al 2025, il 18,8% degli autonomi italiani è a rischio di povertà lavorativa, contro il 7,9% dei dipendenti. Nel Nordest, che comprende anche l’Alto Adige, la percentuale scende all’11,4% per chi lavora in proprio e al 4% per i salariati. Si tratta di valori riferiti all’intera area geografica: l’indagine non fornisce una percentuale specifica per la provincia di Bolzano. Il divario rimane comunque significativo, con un rischio quasi triplo per gli autonomi rispetto ai dipendenti nel Nordest.

La Cgia richiama l’attenzione soprattutto sulla minore disponibilità di tutele per chi esercita un’attività autonoma. A differenza dei dipendenti, questi lavoratori non beneficiano generalmente di ferie retribuite, tredicesima, trattamento di fine rapporto e ammortizzatori sociali nelle stesse forme. Un periodo di malattia, la perdita di clienti o la sospensione dell’attività possono provocare un’immediata contrazione delle entrate. Esistono strumenti di sostegno specifici, come l’ISCRO per determinate categorie di professionisti, ma la loro applicazione è limitata da requisiti precisi.

In Italia i contribuenti forfettari sono 1.996.469, con la Lombardia che concentra il numero maggiore di posizioni, oltre 356mila. La provincia di Bolzano, pur contando una platea relativamente contenuta, registra il reddito medio più elevato. Nella vicina provincia di Trento i forfettari sono 15.532, oltre duemila in più rispetto all’Alto Adige, ma con un reddito medio inferiore di 1.170 euro. Complessivamente, nelle due province autonome risultano 29.033 contribuenti che utilizzano il regime fiscale agevolato.

L’indagine si sofferma anche sulla novità contenuta nel disegno di legge di Bilancio 2027, che prevede di innalzare da 85mila a 100mila euro il limite di ricavi o compensi per beneficiare del regime forfettario. Per la fascia tra 85mila e 100mila euro rimane tuttavia l’applicazione dell’Iva. La proposta ha suscitato critiche per le differenze di trattamento fiscale tra lavoratori autonomi e dipendenti. Secondo la relazione tecnica, i contribuenti che potrebbero scegliere il regime agevolato grazie alla modifica sarebbero circa 41mila in tutta Italia. Il minor gettito Irpef è stimato in 247 milioni di euro nel 2027, 310 milioni nel 2028 e circa 303 milioni annui dal 2029.

Per la Cgia, l’allargamento della flat tax avrebbe un impatto numericamente limitato, considerando che l’82% degli attuali forfettari dichiara ricavi inferiori a 50mila euro. Il dibattito riguarda però anche l’equità fiscale: l’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica ha più volte evidenziato il vantaggio tributario del regime agevolato rispetto al lavoro dipendente e il rischio di incentivare il mantenimento delle attività sotto determinate soglie di fatturato.