BOLZANO. Sembrano sbloccate, dopo lo stallo durato tre mesi, le trattative per la riforma dello Statuto d'autonomia delle Province di Bolzano e Trento. Il ministro degli Affari regionali Roberto Calderoli ha firmato la bozza, che ora è "pronta al ritiro" da parte dei due presidenti Arno Kompatscher e Maurizio Fugatti. il testo dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri tra fine aprile e inizio maggio.

L’annuncio dell’accelerata sulla riforma è arrivato sabato 29 marzo dal pre congresso della Lega a Padova. «Ho sottoscritto con il Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi, il testo che vi verrà sottoposto questa settimana di revisione dello Statuto speciale di Trento e di Bolzano».

Significa che nei prossimi giorni, e in ogni caso prima del termine inizialmente ipotizzato (intorno alla metà di aprile), il presidente della Regione Arno Kompatscher, insieme appunto a Fugatti, incontrerà ancora il ministro per la consegna della proposta sulla quale venerdì sera è stato raggiunto un accordo con il Dipartimento.

Probabilmente si tratta di una versione che include osservazioni o richieste avanzate da Kompatscher e da Fugatti nel corso dell'ultima riunione al dipartimento degli Affari regionali, lo scorso 20 marzo.Dopo il vertice della settimana prossima potrebbe quindi partire l'iter della riforma. Sul testo definitivo servirà un passaggio informale in consiglio provinciale. Successivamente il disegno di legge sarà portato in Consiglio dei ministri, poi di nuovo ai due consigli provinciali per il parere obbligatorio (non vincolante). Infine arriverà alle Camere.

Dall'ultimo vertice romano sono passati dieci giorni. Nel frattempo i negoziati con il governo sono stati al centro di un incontro di Kompatscher con il presidente federale della Repubblica d'Austria, Alexander Van der Bellen, a Vienna. In tutto questo tempo da Kompatscher non è trapelata una parola: né sullo svolgimento dei negoziati, né sui contenuti del testo proposto dal governo.

Da indiscrezioni, comunque, le riforme economiche e sociali dello Stato sarebbero state escluse dai limiti dell'Autonomia. Ma il governo non sembra volere cedere sul limite dell'interesse nazionale. Riguardo al meccanismo dell'intesa sulle modifiche dello Statuto, sarebbe introdotta una procedura rinforzata, che preveda cioè una maggioranza fortemente qualificata in Parlamento per approvare le modifiche nel caso di un parere negativo dei consigli provinciali e regionale. Sono state accolte, invece, alcune richieste di Alessandro Urzì (Fratelli d'Italia), presidente della Commissione dei Sei: un assessore italiano anche dove il gruppo italiano abbia ottenuto un solo seggio nei consigli comunali e un solo anno di residenza in Alto Adige per votare alle amministrative e alle provinciali. Il governo ha dato l'assenso anche a una proposta di Urzì sulla composizione della giunta provinciale. S.M.