VERONA. Un video che mostrava un vasetto di marmellata avvelenato in un supermercato della Val di Fassa e una richiesta di 100mila euro per evitare che prodotti contaminati finissero sugli scaffali. È il ricatto al centro del processo per tentata estorsione ai danni della Zuegg, multinazionale alimentare nata a Lana, in Alto Adige, nel 1860, che dal 1998 ha la propria sede operativa a Verona. È proprio nella città veneta, dove ha sede l'azienda destinataria delle minacce, che viene celebrato il processo. Ieri, mercoledì 21 ottobre, sono stati ascoltati i primi testimoni. Imputato David Sirca, 51enne originario di Trieste.

Secondo l'accusa, l'uomo avrebbe inviato alla società tre e-mail minatorie, firmandosi con il falso nome di Alessio Ferrari. Ai messaggi era allegato un filmato nel quale mostrava di contaminare un vasetto di marmellata all'interno di un supermercato trentino. La minaccia era di collocare altri prodotti avvelenati nei punti vendita se l'azienda non avesse versato la somma richiesta. La Zuegg decise di denunciare immediatamente il tentativo di estorsione e, per precauzione, ritirò alcuni lotti di prodotti dalla grande distribuzione.

Dalle indagini sarebbe emerso anche un analogo tentativo di ricatto ai danni di un'altra azienda. In quel caso, la minaccia riguardava l'inserimento di topicida in alcune bottiglie di birra. Gli investigatori hanno ricostruito le comunicazioni nonostante gli accorgimenti informatici utilizzati dal presunto autore per nascondere la propria identità e la provenienza dei messaggi.

Determinante è stato il lavoro della Polizia Postale e della Squadra Mobile, che hanno incrociato metadati, indirizzi IP e dati delle connessioni. Le tracce digitali hanno permesso di risalire a Sirca, che lavorava come informatico, e di localizzarlo a Malchina, sul Carso triestino, dove era stato arrestato nel giugno 2022. Ora il procedimento giudiziario prosegue a Verona con l'esame dei testimoni.