TERLANO. Cordoglio nel mondo del vino altoatesino e italiano. È morto, infatti, Sebastian Stocker (papà del consigliere provinciale Sigmar), uno dei più grandi e certamente più innovativi «Kellermeister» dell’Alto Adige e non solo. Classe 1929, nel panorama enologico altoatesino Stocker ha rappresentato non solo un modello di serietà e dedizione al lavoro, ma anche la volontà di cambiare e competere con i grandi vini internazionali. «Inventore» (o scopritore) del terroir di Terlan che oggi viene celebrato in tutto il mondo, entra come enologo nella Cantina sociale di Terlano nel 1955, poco più che ventenne. Qui si ritrova a capo di un piccolo consorzio relativamente sconosciuto. Il cantiniere vi rimane per circa 40 anni, nel corso dei quali rivoluziona la cantina e dà il via alla nascita dei vini di qualità dell’Alto Adige in particolare nel mondo, allora assolutamente residuale, dei bianchi. «È stato uno dei pionieri del vino di qualità – racconta Rudi Kofler l’enologo che dopo Hartman Donà ne ha preso il testimone in cantina – grazie alla sua grande passione e lungimiranza ha introdotto in Alto Adige la cultura dei vini bianchi, che oggi sono la parte preponderante della produzione altoatesina». Le famose rarità che il Kellermeister di Terlano nascondeva in barba agli amministratori nelle nicchie della cantina e che poi sarebbero diventate il patrimonio più importante della cantina sono solo uno degli esempi delle innovazioni introdotte a partire dalla lezione e dai modelli francesi appresi nel periodo della sua formazione. Il “metodo Stocker” consisteva nell’affinamento del vino sui lieviti fini per un lungo periodo (dai 10 ai 30 anni). Un progressivo affinamento delle tecniche di cantina, a cui corrispose una maggiore attenzione alla qualità in vigna e dalla diffusione della figura del cantiniere, trasformazioni che le aziende altoatesine hanno perseguito in maniera significativa negli anni Novanta. La costante attenzione di Stocker per il lavoro in cantina ha consentito al Kellermeister di Terlano di cogliere e interpretare al meglio le diverse proprietà delle uve trattate e ottenere nel tempo vini di grande qualità, eleganza e di precisa identità. Ma anche di individuare le potenzialità dei migliori vigneti e il particolare terroir che dona ai vini di terlano quella elegante mineralità che ne fa veri e proprio campioni di longevità e carattere. Nel 1993 Stocker va in pensione e si mette a produrre vini in proprio. In particolare gli spumanti che segnano un secondo importante capitolo della sua vita di enologo. La Sektkellerei Stocker ne produce alcune migliaia. Tra i suoi vini anche il Terlanerin prodotto con l’originale vitigno di Terlano ormai del tutto scomparso. Una rarità come rarità sono stati i suoi vini e le sue lezioni.