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SALORNO. Di sicuro Fabio Bertoldi, «Beto» per tutti, in Bassa Atesina ma anche a Trento, è una star. In campo è un bomber di razza (294 gol nei campionati ufficiali dalla Promozione alla serie D) mentre fuori è un «angelo» del soccorso stradale con l’azienda di famiglia, «La Regionale», che gestisce assieme al papà Primo e al fratello Mirko. Anche di notte.
In questo momento stanno facendo tutti il tifo per lei: il traguardo dei 300 gol è dietro l’angolo...
La stagione è iniziata al meglio con la mia attuale squadra, la Strada del Vino, con cui ho realizzato 6 gol in 3 giornate. Dopo il successo contro il Parcines siamo a punteggio pieno.
Quando ha iniziato a giocare a pallone?
Ben 27 anni fa e oggi ne ho 33. Un’eternità mi viene da dire. Ho debuttato in prima squadra a 16 anni con la maglia del Salorno e poi ho iniziato a girovagare per tutta la regione.
Dove, per l’esattezza?
Dopo l’esordio coi colori giallorossi ho militato nell’Ac Merano, nella Fersina, nel Caldaro, nel Bozner, nel Levico, nel Trento e nella Weinstrasse.
Si ricorda qualche aneddoto particolare legato al soccorso stradale?
Mah, facciamo così tanti interventi che è difficile focalizzarsi su uno in particolare.
Diciamo che le condotte degli automobilisti non sono proprio impeccabili...
Possiamo tranquillamente dire che ne fanno di tutti i colori (Bertoldi ride ndr) ma non mi sento di menzionarne uno in particolare. Diciamo che siamo sempre pronti a intervenire, quando serve. Ovvero tutti i giorni...
Nella vita, come nel calcio, le hanno affibbiato un simpatico soprannome...
Sì, Beto, legato al mio cognome ma anche al noto calciatore brasiliano. Vuol dire che i piedi buoni ci sono. Me lo diede l’allenatore bolzanino Cortese con cui ho vinto due campionati .
Il suo gol più bello?
Quello con l’Alense, un contropiede da metà campo per cui mi hanno anche premiato.
Lei è juventino...qual è il suo idolo?
Alessandro Del Piero, che la società ha oggettivamente scaricato nonostante il suo apporto straordinario...
I suoi primi tifosi li ha in famiglia. Giusto?
La mia prima tifosa è mia moglie Valentina, poi ci sono anche Emma - che ha 4 anni - e Alessandro (1).
E tutti, adesso, hanno in testa quota 300...
Sì, siamo a meno 6.




