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CALDARO. Abbattuta la più antica rimessa ferroviaria conservata nel suo stato originario dell'intera regione Euregio/Tirolo, un bene culturale tecnologico la cui rilevanza era stata riconosciuta dalla stessa Soprintendenza provinciale ai beni culturali. L'analisi dell'Heimatpflege è molto dura, tanto da addebitare responsabilità precise anche a Comune e Provincia, che per i protezionisti avrebbero dovuto fare di più per tutelarla. «Chi dovrebbe tutelare, lascia demolire: parliamo di un monumento industriale».
Comune e Provincia hanno il mandato - per legge ma anche morale - di preservare il patrimonio culturale del territorio. «A Caldaro - sottolinea l'Heimatpflege - accade invece il contrario: il patrimonio viene distrutto con la piena consapevolezza e il concorso della mano pubblica, in modo definitivo e irreversibile. La Soprintendente aveva accertato il valore culturale della rimessa e avviato il procedimento di vincolo. Nella sua motivazione l'edificio viene riconosciuto come "monumento industriale del sistema ferroviario, di particolare importanza storica, architettonica e storico-tecnica".
La tutela è stata impedita - in ultima analisi - da una valutazione in cui Comune e Provincia hanno dato la precedenza agli interessi legati alla mobilità e allo sviluppo. La Provincia è però al tempo stesso proprietaria della rimessa e quindi non un terzo estraneo, ma la stessa beneficiaria della demolizione. «La Provincia è proprietaria, autorità di tutela e beneficiaria in un'unica persona. Quando la stessa mano che dovrebbe tutelare finisce per rendere possibile la demolizione, allora la mano pubblica si sottrae alla propria responsabilità», afferma Claudia Plaikner, presidente di Heimatpflegeverband. «Qui è stato cancellato un pezzo di storia dell'Alto Adige che non potrà mai più essere recuperato. Una documentazione 3D come compensazione non conserva alcun monumento ma ne documenta soltanto la scomparsa.»
Spariranno oltre 50 mila metri cubi. Sull'area verranno demoliti 57.000 metri cubi di cubatura edilizia. «In un'epoca - prosegue l'Heimatpflege - in cui tra le priorità dovrebbe esserci la tutela del clima, si tratta di un segnale che va decisamente nella direzione sbagliata. L'edificio più sostenibile è quello che già esiste», sottolinea Plaikner. «Chi in nome di una presunta mobilità rispettosa del clima rade al suolo un pezzo di storia ancora fruibile fa esattamente il contrario rispetto alla tutela del clima».
Plaikner: «Ristrutturare invece di speculare».
«A ciò si aggiunge il modo in cui vengono impiegate le risorse pubbliche: oltre 1,2 milioni di euro di denaro dei contribuenti confluiscono nella costosa bonifica proprio di quell'area su cui sorge la rimessa. Eppure i parcheggi per autobus e pendolari - già oggi presenti in quel luogo - potrebbero essere realizzati sul posto anche ampliando il sito, senza una costosa bonifica del terreno. Al contrario, gli autobus vengono trasferiti su superfici finora libere da edificazione e circa 7.000 metri quadrati di suolo prima non impermeabilizzato saranno cementificati, cioè un'area boschiva gravata da diritti di uso civico. Lo scopo principale di questo intervento è quello di riorganizzare liberamente le funzioni sull'area delle cantine e della stazione, ma non a favore di tutta la popolazione di Caldaro e del bene comune, ma nella logica degli interessi e della rendita dei futuri investitori».
E ancora: «Si recuperano con denaro pubblico superfici esistenti a vantaggio del profitto privato ma si distrugge altrove il bosco patrimonio della collettività», critica Plaikner. «È l'esatto contrario rispetto a un uso attento del suolo, del territorio e del patrimonio pubblico».
Già nella sua presa di posizione del 13 giugno 2023 l'Heimatpflegeverband aveva messo in guardia da questo possibile sviluppo, proponendo di integrare la rimessa come elemento esistente in una pianificazione complessiva. «Park & Ride e Metrobus sarebbero stati possibili anche conservando la rimessa, ma questa alternativa non è mai stata esaminata».
Ciò che per Provincia e Comune rappresenta un'opportunità di rilancio e riqualificazione - sorgeranno un complesso di 50 appartamenti e un areale con 200 posti auto - per i protezionisti è un autogol e una scelta miope. MAX.BO.


