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Appiano. Pochi giorni dopo il conferimento del premio di «albergo storico dell’anno 2020» a Castel Englaro arriva anche il plauso del sindaco Wilfried Trettl che ripercorre la storia di una struttura modello.
«La famiglia Khuen-Belasi - sottolinea Trettl - è proprietaria di Castel Englar da oltre 400 anni. Già all'inizio degli anni Ottanta i genitori del giovane conte Johannes iniziarono a trasformare Castel Englar in una struttura alberghiera. Con la stagione 2014 l’attività è passata ai conti Johannes e Maria Khuen-Belasi, che hanno ammodernato le otto camere, ognuna caratterizzata dagli elementi preesistenti con soffitti in stucco o in legno. Castel Englar è considerato il castello gotico meglio conservato dell’Alto Adige. Secondo la giuria “il castello-garni Englar, in quanto azienda a conduzione familiare, coniuga la vita quotidiana e lavorativa dei proprietari con la qualità dell’alloggio degli ospiti”. Mi congratulo con la famiglia Khuen-Belasi per aver ricevuto il premio "L’albergo storico dell’anno 2020", che aumenta non solo il prestigio di Castel Englar, ma anche quello di tutta la nostra comunità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«La famiglia Khuen-Belasi - sottolinea Trettl - è proprietaria di Castel Englar da oltre 400 anni. Già all'inizio degli anni Ottanta i genitori del giovane conte Johannes iniziarono a trasformare Castel Englar in una struttura alberghiera. Con la stagione 2014 l’attività è passata ai conti Johannes e Maria Khuen-Belasi, che hanno ammodernato le otto camere, ognuna caratterizzata dagli elementi preesistenti con soffitti in stucco o in legno. Castel Englar è considerato il castello gotico meglio conservato dell’Alto Adige. Secondo la giuria “il castello-garni Englar, in quanto azienda a conduzione familiare, coniuga la vita quotidiana e lavorativa dei proprietari con la qualità dell’alloggio degli ospiti”. Mi congratulo con la famiglia Khuen-Belasi per aver ricevuto il premio "L’albergo storico dell’anno 2020", che aumenta non solo il prestigio di Castel Englar, ma anche quello di tutta la nostra comunità».
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