Bronzolo. Domani è il giorno. A Bronzolo cominciano tre giornate di test a tappeto volontari e gratuiti sulla popolazione residente. Intanto il Comune ha informato la cittadinanza distribuendo volantini nelle cassette delle lettere, col numero della infoline dedicata (0471 435645, attivo dalle 8 alle 20 fino a martedì e mercoledì dalle 8 alle 13). I tamponi saranno fatti nella Kulturhaus (via Nazionale 34) dal personale infermieristico dell’Asl, col sostegno di Croce Bianca e Croce Rossa. I vigili del fuoco di Bronzolo si sono occupati della parte logistica, le forze dell’ordine saranno presenti per garantire il rispetto delle norme anticontagio.

Per evitare assembramenti di persone, il Comune ha suddiviso il territorio in zone. Le persone residenti nei vari quartieri dovrebbero presentarsi preferibilmente secondo il programma di seguito. Domani, lunedì 10, dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 18: via Aldino, vicolo Molino, via Monte San Pietro, vicolo Mozart, vicolo Raif, via Salto del Cavallo, vicolo Verdi, via Dogana, piazza Cesare Battisti, via Aquila Nera, via Stazione e vicolo Vigneti. Martedì 11, dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 18: via Strada Vecchia, via San Giovanni, via Ischia e via Adige, zona artigianale nord e sud, rione Göller, piazza San Leonardo, via Chiesa Vecchia, via Compagnia dei Trasporti e piazza Von Ferrari. Mercoledì 12 agosto, dalle 8 alle 13: via Nazionale, via Marconi e maso Göller.

Tanti ieri hanno telefonato alla sindaca Giorgia Mongillo per chiederle maggiori informazioni. «Chi ha problemi di mobilità può telefonare allo 0471 435645 per poi sottoporsi al test a domicilio da mercoledì pomeriggio», chiarisce lei. Non possono presentarsi persone già in quarantena (7 ieri) e anche i bambini di 3 o 4 anni possono essere sottoposti al tampone. I minori devono essere accompagnati. I risultati positivi o dubbi arriveranno nel giro di un paio di giorni, i referti negativi ci metteranno qualche giorno in più.

Farà il test anche la sindaca. Che spiega come la decisione di fare tamponi a tappeto non debba spaventare: «Salorno resta un paese aperto. Sono aperti i bar, gli esercizi commerciali. Certo, avevamo ricominciato a respirare un clima sereno, però gli esperti avevano anticipato già mesi fa che una ripresa dei contagi era prevedibile. Ormai la gente va ovunque e dimentica di indossare la mascherina, anzi, c’è anche chi la pensa diversamente o chi nega. Noi tuteliamo tutti, soprattutto le fasce più fragili della popolazione». Il tampone non è obbligatorio. Va inteso come l’opportunità di conoscere il proprio stato di salute e di proteggere le persone che incontriamo e noi stessi.

E se i risultati rivelassero una situazione tutt’altro che incoraggiante? «Sarei propensa a emanare un’ordinanza per il ripristino dell’obbligo di mascherina, come concertato durante le riunioni con le autorità sanitarie. Per ospitare positivi in isolamento disponiamo di tre appartamenti del servizio di assistenza abitativa per anziani attualmente liberi, poi se dovesse essere necessario ci rivolgeremmo alle strutture alberghiere. No, non sono preoccupata. Dobbiamo soltanto evitare di abbassare la guardia».