EGNA. A Egna l'integrazione si fa a 360 gradi, con proposte accolte con lo stesso entusiasmo da donne italiane e straniere. Che giocano e si divertono assieme. «Un veicolo straordinario in questi anni - sottolinea Michele Braito, direttore di Jugend Cultura Unterland ma anche consigliere comunale - è stato ed è tuttora il calcio. Piace molto alle donne con background migratorio ma anche del posto, di madrelingua italiana e tedesca. Si crea subito una sintonia tra tutte e poi si instaurano rapporti e relazioni che durano nel tempo».

La regia è di JugendCultura, ma chi collabora con voi?

Alkemilla, un'associazione che lavora sul territorio con le nuove cittadine in diversi ambiti: il laboratorio di cucito, che unisce donne di diverse culture attraverso l'attività manuale e la condivisione; l'apprendimento linguistico che favorisce la pratica informale della lingua italiana e tedesca. Apprezzato anche il punto d'ascolto che offre supporto pratico per la stesura di curriculum vitae, alfabetizzazione digitale e creazione di account Spid. Abbiamo uno sportello all'integrazione che lavora e funziona bene.

Dicevamo del calcio, ci sono problemi per gli spogliatoi?

No, anche perché non vengono utilizzati. Le nostre utenti arrivano pronte per scendere in campo e poi tornano a casa.

Ma c'è una tessera da pagare per italiane e straniere?

Sì, una tessera da 10 euro.

Ma in passato avete proposto iniziative simili a quella di Salorno, come i corsi di nuoto?

Con il nuoto a Egna siamo già al quarto anno e c'è stata una partecipazione diffusa. Inizialmente era stata richiesta una bagnina donna ma col tempo andava bene a tutti anche se era maschio. Sono iniziative che si svolgono al termine dell'orario del Lido di Egna ma non c'è solo quella. In parallelo ci sono altre proposte. L'integrazione, come detto, è a tutto tondo.

Lo stesso era accaduto in passato anche per le biciclette?

Sì, diverse donne sono arrivate in Italia senza saperle usare e abbiamo proposto un corso davanti alla Würth Arena.

Ma anche l'iniziativa promossa al lido di Salorno può essere considerata una valida iniziativa di empowerment femminile. Non crede?

Assolutamente sì. Molte mamme e mogli si occupano della casa, di fare la spesa e di andare a prendere i figli a scuola ma restando solo tra loro faticano a esprimersi. Questo è già un primo passo importante: un percorso di crescita personale e sociale gestito in prima persona.