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EGNA. La corsa contro il tempo - l'obiettivo è arrivare preparati alla prossima stagione turistica - costerà alle casse del Comune poco più di 700mila euro.
È questo l'ammontare della spesa di riparazione dei danni causati nel Lido di Egna dall'incidente chimico avvenuto la scorsa estate, prima di Ferragosto, e scatenato erroneamente da una reazione tra acido e cloro, che aveva provocato l'intossicazione di tredici persone, una in modo abbastanza serio. L'amministrazione comunale si era vista costretta a chiudere la piscina e concludere anzitempo, rispetto al normale calendario, la stagione di bagni e tuffi.
L'associazione Sportarena Unterland, che ha in gestione l'impianto, nei giorni scorsi ha fornito rassicurazioni sulla riapertura dell'impianto natatorio in tempo per l'avvio della stagione estiva 2025. Nelle scorse settimane, l'ingegnere Ulrich Kauer aveva effettuato il sopralluogo tecnico per la verifica dei danni, presentando poi alla giunta comunale una perizia in cui venivano evidenziati i danni subito dalla struttura e dagli impianti. Nella relazione si legge che l'intera parte tecnologica della piscina si è guastata a causa della fuoriuscita dei gas e che tutte le parti elettriche, i quadri di comando e le pompe non sono più funzionanti e devono essere sostituiti.
Nei giorni scorsi la sindaca Karin Jost e i suoi assessori hanno dunque approvato il progetto esecutivo relativo ai lavori da svolgere all'interno del lido di Egna e contemporaneamente anche la spesa che supera di poco i 700mila euro (721.370,28 euro) fra importo a base d'asta (577.810 euro), somme a disposizione e costi per la sicurezza.
Le risorse per affrontare questa spesa imprevista e straordinaria, del tutto necessaria se si vuole garantire alla popolazione la possibilità di fruire, la prossima estate, dei servizi offerti dalla piscina comunale, verranno recuperate tramite prestito: l'onere relativo alla sistemazione del Lido, infatti, viene finanziato tramite un mutuo acceso con la Cassa Depositi e Prestiti.


