SALORNO. Davanti ad un pubblico attentissimo alla Casa Noldin di Salorno Cesare Guerreschi ha tenuto un intervento incentrato sul disturbo da gioco d’azzardo negli adolescenti e negli adulti. Psicologo clinico e psicoterapeuta, fondatore e presidente S.I.I.Pa.C (Società Italiana Intervento Patologie Compulsive), Guerreschi è autore di numerose pubblicazioni, che trattano le varie forme di dipendenza. L’evento è stato organizzato dal Comitato per l’Educazione permanente Salorno. L’assessora Lidia Faustin ha ribadito come l’iniziativa vada considerata in un’ottica di prevenzione ed abbia rappresentato una preziosa occasione per tutti, quindi anche per genitori ed educatori, per ottenere informazioni utili, al fine di contrastare un fenomeno sempre più attuale e preoccupante. Il tema del gioco, patologico e non, è stato il cardine della serata Fa parte dell’uomo fin dalla nascita e anche per questo è fondamentale divulgare una “cultura del gioco”: «Lo spirito ludico - è stato sottolineto - è all’origine dello sviluppo delle culture».

Tra i tanti punti emersi hanno destato particolare interesse nel pubblico presente l’aspetto preventivo e la valorizzazione di questa pratica all’interno del Gap (Gioco d’azzardo patologico). La strategia sulla quale Guerreschi ha incentrato parte del suo intervento, è proprio quella americana che sta ottenendo risultati di tutto rispetto grazie al fondamentale supporto dei giovani e delle scuole. Un ruolo imprescindibile in questa pratica è stato attribuito, non solo alle scuole e agli adolescenti stessi, ma anche alle rispettive famiglie. «Chi meglio del nucleo familiare - è stato detto - .Sono proprio i genitori a poter e dover notare i primi segnali che possono far presupporre l’inizio di una dipendenza».

La fase conclusiva dell’intervento è stata focalizzata sulla definizione di “gioco responsabile”, utilizzata da Guerreschi per invitare sia i giocatori ad adottarla come «motto» che per stabilire regole e linee di demarcazioni chiare. La serata è stata apprezzata soprattutto da padri e madri, comprensibilmente preoccupati dalla diffusione crescente del gioco online, non di rado anche con le carte di credito di genitori e nonni, che scoprono tutto diveersi mesi dopo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.