CALDARO. Nell'ex areale militare, al lago di Caldaro, non sarà realizzato un accesso pubblico al bacino lacustre più grande dell'Alto Adige, come richiesto da più parti da parecchi anni. In particolare dagli ambientalisti, ma anche dalla lista civica Dorfliste e dal centro tutela consumatori.

Il Comune di Caldaro, infatti, ha proposto alla Provincia, nel corso di un recente sopralluogo al quale hanno preso parte gli assessori provinciali Christian Bianchi e Peter Brunner, di farne un percorso naturalistico, che di fatto sarebbe un prolungamento di quello già esistente.

«Il sopralluogo congiunto tra Provincia e Comune - spiega lo stesso Bianchi - è stato organizzato per valutare le varie possibilità di riqualificazione dell'area. Durante il sopralluogo, il Comune ha espresso una chiara volontà di realizzare una zona naturale da destinare ai cittadini, che serva ad avvicinare le persone al tema ambientale. Il sopralluogo ha avuto la finalità di valutare congiuntamente il miglior utilizzo possibile dell'area».

Lo stesso Bianchi conferma che al momento è stata scartata l'idea di prevedere un accesso pubblico al lago.«Su quel versante del lago - spiega l'assessore - non ci sarebbero i presupposti per prevedere un accesso pubblico. Non c'è, ad esempio, un numero adeguato di parcheggi». C'è chi sostiene, invece, che a monte ci sia il desiderio da parte degli albergatori della zona di lasciare tutto il controllo in mani private. L'accesso pubblico, previsto dalla legge, oggi misura cinque-sei metri quadrati in tutto (è vicino all'impianto balneare Lido) e non c'è nemmeno lo spazio per sdraiarsi.