SALORNO. Roman Perfler, gestore del castello Haderburg di Salorno, l’ha annunciato sul proprio profilo Facebook: “Sette anni di Haderburg sono ormai storia, con la quale, ora, ho chiuso. Ringrazio tutti i buoni amici che, durante tale periodo, mi hanno accompagnato”.

Poi, a voce, al telefono, aggiunge un significativo “Purtroppo” a commento di una decisione che in paese è giunta inaspettata. Dietro a quel dispiacere, Perfler spiega motivazioni legate a questioni di costi di gestione e di rapporti con i proprietari del maniero, la famiglia Albrizzi. “Il primo contratto per gestire la Haderburg - racconta Perfler - l’ho fatto con il vecchio proprietario, ora con i discendenti il dialogo è diventato in qualche modo più complicato... E alla fine, ecco, mi è arrivata nei giorni scorsi una nota per il pagamento dell’affitto per i mesi di novembre e dicembre scorsi, quando il castello è stato per lo più chiuso. Si tratta di 2-3 mila euro e posso farci fronte solo grazie a quanto ho guadagnato con un’altra mia attività...”. In sostanza, Perfler non ci sta ad andare avanti così e ha scelto di rinunciare a un lavoro che era diventato la sua vita: “Se si leggono i commenti rilasciati dagli ospiti alla Haderburg in questi anni si vede quello che è stato fatto, ci si fa un’idea”. Ma “purtroppo” ora si volta pagina.

Perfler non è stato un semplice gestore di un semplice locale, ma è diventato nel tempo colui che ha sempre creduto nella Haderburg e nelle sue potenzialità. Noti erano i menù che lui dedicava alla cucina medioevale e alla riscoperta di gusti e sapori perduti indietro nei secoli, noti e apprezzati sono stati i costumi che indossava lui e chi lo aiutava nell’attività e poi le proposte di momenti di meditazione, i concerti, gli appuntamenti ospitati in una cornice di grande suggestione, arricchita alla sera dall’impatto magico delle luci.

Roman Perfler, in questi anni, è diventato insomma un tutt’uno con il castello di Salorno: dire Haderburg era un po’ come dire Perfler, richiamando l’atmosfera che il gestore aveva saputo ricreare in una struttura che calamita gli occhi con la sua posizione a strapiombo sopra l’abitato di Salorno e che nelle sue stanze, in questi anni, ha acceso momenti di cultura, emozione e originalità. Ora quale sarà il futuro della Haderburg senza colui che ha fatto sì che essa tornasse a vivere?