BASSA ATESINA. Quando a Salorno era scoppiato il caso del burkini e dell’ora di piscina riservata alle donne musulmane era stata definita “un’ancella del patriarcato”. Carmen D’Angelo, maestra per vocazione (a scuola è stata anche vicaria) e avvocata (iscritta all’albo del Tribunale di Napoli Nord) ha 50 anni e si è già fatta apprezzare in diversi ambiti. Originaria di Aversa (Caserta), è stata nominata di recente responabile della Lega a Laives e in Bassa Atesina. Di sicuro non le manda a dire. Ma tra le sue battaglie al primo posto ci sono i diritti dei disabili (ha una figlia con “bisogni speciali”) ma anche l’istruzione di molti bimbi, anche con background migratorio: «Ne ho molti di bravi in classe e, posto che tutti i mestieri sono dignitosi, a molti di loro, in base alle singole inclinazioni e capacità, auguro spesso un futuro da professionisti. Non ho preconcetti ma sono da tempo una leghista convinta».

Quando ha iniziato a fare politica?

Ho la tessera della Lega dal 2018. E vi assicuro che costruire la Lega al Sud e più complesso che farlo al Nord. Ad Aversa sono stata anche commissario cittadino. Non mi sono mai candidata ma ho lavorato sodo dietro le quinte a preparare liste e organizzare eventi.

In politica ha un modello a cui si ispira?

Sì, il ministro per le disabilità Alessandra Locatelli. Mi sono avvicinata al partito come mamma di una ragazza disabile. La Lega promuove un cambio di paradigma nelle politiche sulla disabilità, puntando a superare il puro assistenzialismo in favore della valorizzazione dei talenti e dei progetti di vita personalizzati.

Chi è stato il suo primo riferimento nella Lega altoatesina?

L’ex vicepresidente della Provincia Giuliano Vettorato che nel 2022 – quando sono arrivata qui con mio marito e mia figlia – era commissario locale del partito. Ho impiegato i primi anni per studiare una realtà oggettivamente complessa.

Esiste ancora il disagio degli italiani?

Il semplice fatto che se ne parli spesso dimostra che è un tema, una questione da affrontare. Siamo per la pari dignità tra gruppi linguistici ma ogni gruppo deve essere rappresentato.

Come nel caso della recente riforma del Collegio senatoriale?

Sì, ritengo che poter portare, con questa riforma incentrata su Bolzano e Laives, un o una residente di madrelingua italiana in Parlamento sia una buona cosa per tutti in questa terra.

Le donne in politica sono poche?

Sì, numericamente sono poche. Potrebbero essere di più, anche se tengo a sottolineare che sono per la qualità della rappresentanza, a prescindere dal genere. Spesso serve molto tempo e le donne, tra lavoro e famiglia, non sempre riescono a ritagliarselo.

Servono più politiche sulla conciliabilità famiglia-lavoro? Sicuramente, a maggior ragione in una realtà ricca e che punta sulla qualità dei servizi come quella altoatesina. Famiglia e maternità devono stare al centro.

La nostra economia si regge anche sull’apporto di molti cittadini stranieri che fanno mestieri che molti altoatesini non prendono più nemmeno in considerazione...

Certo, sono importanti. Chi cerca l’inclusione e lavora regolarmente in questa terra è ben accetto. Vanno rispettate le nostre regole e la nostra cultura.

E chi è irregolare?

Va rimpatriato. Stiamo portando la nostra società a un punto di non ritorno. In certe ore non possiamo nemmeno stare al parco. La sicurezza va garantita e auspico un maggior presidio delle forze dell’ordine che già fanno molto.

Cosa pensa di Vannacci?

Non l’ho mai stimato. Quando era alla Lega arrivò a dire che riteneva opportuno creare classi separate per i disabili. Un’assurdità. Ha posizioni estremiste e spesso nelle sue esternazioni è solo alla ricerca di facili consensi.

Che idea si è fatta del fine vita?

Sull’eutanasia ho fatto anche la tesi di laurea, quindi ho riflettuto sul tema già da studentessa. Sono contro l’accanimento terapeutico ed è giusto che una persona che soffre molto se ne possa andare in pace. Non condivido questa scelta ma la rispetto. Una legge sul tema mi fa paura perché temo possa essere applicata in modo distorto.

Burkini al lido: favorevole o contraria?

Favorevole, basta che sia di un materiale tecnico adatto. Sono contraria, invece, all’ora di nuoto per sole donne musulmane. Poi è stato corretto il tiro.

C’è chi l’ha definita un’ancella del patriarcato…

Lo è, al contrario, chi fa andare una donna a nuotare quando il Lido è chiuso. Per me una donna è libera di andare al Lido in minigonna o con il velo, basta che tenga il volto scoperto.

Debutterà alle prossime elezioni?

Farò ciò che dice il partito. Ho un concetto romantico della politica e credo nella militanza. Se me lo chiederanno mi metterò a disposizione.