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MAGRÉ. Per il mese di gennaio, il sindaco di Magré, la signora Theresia Degasperi Gozzi è quasi sicura si trovare una sistemazione per alloggiare i cinque migranti assegnati al paese della Bassa Atesina. La Comunità comprensoriale, sulla base del programma “Sprar”, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, ha infatti deciso che, calcolando la quota di assegnazione di 3,5 persone per 1000 abitanti, a Magré spetterebbero 4,6 migranti, arrotondati a 5.
L'altra sera, nel corso della seduta del Consiglio comunale, la signora Degasperi Gozzi ha spiegato l'attuale situazione che non è del tutto rosea. Ferma infatti l'intenzione del Consiglio comunale di accettare i migranti assegnati, permane il problema della loro sistemazione, anche perché il Comune in riva all'Adige possiede certamente due alberghi, anche se uno inagibile per lavori di ristrutturazione dello stabile, ma altrettanto certamente non è in grado di assegnare un tetto ai cinque rifugiati, arrivati in Alto Adige dopo varie vicissitudini.
Il sindaco, dopo aver promesso, con l'aiuto dei suoi assessori, di impegnarsi al massimo per convincere chi a Magré possiede un alloggio libero di cederlo in affitto ai migranti, riscuotendo ovviamente un affitto, ha spiegato il significato del progetto Sprar.
Questo progetto prevede non solo l’accoglimento dei migranti ma anche l’impegno per una loro integrazione, con l’aiuto dei residenti. Lo Stato interviene con il 95 per cento delle spese, mentre il restante 5 per cento è a carico del Comune di Magré. Il grosso problema è però ora il reperimento dell’alloggio, anche perché il mese di gennaio è alle porte. Come in altri Comuni i privati sono tuttora molto restii, fatte salve alcune sporadiche eccezioni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L'altra sera, nel corso della seduta del Consiglio comunale, la signora Degasperi Gozzi ha spiegato l'attuale situazione che non è del tutto rosea. Ferma infatti l'intenzione del Consiglio comunale di accettare i migranti assegnati, permane il problema della loro sistemazione, anche perché il Comune in riva all'Adige possiede certamente due alberghi, anche se uno inagibile per lavori di ristrutturazione dello stabile, ma altrettanto certamente non è in grado di assegnare un tetto ai cinque rifugiati, arrivati in Alto Adige dopo varie vicissitudini.
Il sindaco, dopo aver promesso, con l'aiuto dei suoi assessori, di impegnarsi al massimo per convincere chi a Magré possiede un alloggio libero di cederlo in affitto ai migranti, riscuotendo ovviamente un affitto, ha spiegato il significato del progetto Sprar.
Questo progetto prevede non solo l’accoglimento dei migranti ma anche l’impegno per una loro integrazione, con l’aiuto dei residenti. Lo Stato interviene con il 95 per cento delle spese, mentre il restante 5 per cento è a carico del Comune di Magré. Il grosso problema è però ora il reperimento dell’alloggio, anche perché il mese di gennaio è alle porte. Come in altri Comuni i privati sono tuttora molto restii, fatte salve alcune sporadiche eccezioni.
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