La protesta

Oltradige-Bassa Atesina, no alle varianti sugli accessi al Brennero

L’Heimatpflegeverband contesta l’inserimento delle tratte di accesso nei piani urbanistici comunali. Denunciati piani datati, scarsa partecipazione e alternative mai valutate. Chiesta la sospensione delle modifiche e una strategia dei trasporti con obiettivi vincolanti di riduzione del traffico



BOLZANO. La sezione Oltradige-Bassa Atesina dell’Heimatpflegeverband - la Federazione Provinciale per la tutela del paesaggio, la storia e le tradizioni locali - critica l’inserimento delle tratte di accesso al Tunnel del Brennero nei piani urbanistici comunali, chiedendo lo stop alle modifiche fino a una revisione completa e trasparente dei documenti. Secondo l’associazione, l’iter starebbe procedendo «senza un’informazione trasparente, senza partecipazione», senza garantire quel reale sollievo per la popolazione promesso dalla politica. 

Nella presa di posizione ufficiale, l’Heimatpflegeverband denuncia che le tratte inserite si basano su «piani obsoleti» risalenti a oltre quindici anni fa, privi di una valutazione aggiornata rispetto alle mutate condizioni ecologiche e climatiche. Viene contestata l’assenza di analisi recenti sugli impatti cumulativi delle opere e sulla coerenza con gli obiettivi ambientali oggi vigenti.

L’associazione segnala inoltre che alternative come la modernizzazione della linea ferroviaria esistente «non sono mai state esaminate seriamente». Resta aperto anche il nodo dello smaltimento del materiale di scavo, che potrebbe minacciare «delicati ecosistemi della valle dell’Adige», senza indicazioni chiare su siti, modalità e controlli.

Dubbi vengono sollevati infine sull’effettivo trasferimento del traffico dalla strada alla rotaia, definito una «mera dichiarazione di intenti». A fronte dei lavori per la terza corsia dinamica sull’A22, il rischio indicato è che la nuova infrastruttura intercetti solo la crescita futura dei flussi: «Il risultato sarà più traffico sia su strada che su ferrovia, ma nessun beneficio concreto per la popolazione». Da qui la richiesta di sospendere le varianti urbanistiche e di avviare una politica dei trasporti che non si limiti al «solo cemento», ma ponga «l’uomo e l’ambiente al centro delle scelte» con obiettivi vincolanti di riduzione del transito.













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