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SALORNO. Da paese con un’immigrazione record - superiore al 20 per cento - Salorno si sta trasformando, grazie a un processo virtuoso, in un laboratorio per l’inclusione. Le best practice sono tali e tante che diventa sempre più difficile inventarsi qualcosa di nuovo. Grazie al progetto «Convivere a Salorno» questa volta la cittadina della Bassa Atesina ha deciso di «dare voce alle giovani mamme straniere» in un momento della vita - quello della nascita di un figlio - in cui serve sovente il confronto con i professionisti del settore ma anche con coetanee che vivono le stesse emozioni, la stessa quotidianità, gli stessi problemi.
A questo scopo la giunta comunale ha individuato una task force ormai collaudata, di cui fanno parte la coordinatrice Sibille Bazzanella, l’educatrice Lisa Dallapiccola e la psicologa Alice Caldani che saranno impegnate per un totale di 175 ore (95 più 40 più 40).



