La storia

Salorno, rinuncia al posto fisso dopo appena tre giorni

Fabio Bertotti: "In Comune non resisto, riapro l'officina di biciclette. Il sindaco ha capito la mia situazione. Anche i medici sono d'accordo nel ritornare alla precedente attività: più tranquilla e meno stressante"



SALORNO. Allarme rientrato per i ciclisti di Salorno e dei paesi vicini: Fabio Bertotti, da 26 anni titolare dell'officina di bici "Asia Bike" che, qualche giorno fa aveva pensato di abbassare per sempre le saracinesche della sua azienda e cambiare lavoro diventando operaio al Comune dell'ultimo paese dell'Alto Adige sul confine con il Trentino, è tornato sui suoi passi. "Per tre giorni - ci ha detto Bertotti - dopo aver dato l'addio alla mia officina in via Nazionale, ho lavorato per la comunità del sindaco Roland Lazzeri a pulire le strade dalle foglie usando il soffiatore".

E come è andata? Male, malissimo. Lo scorso mese di marzo ho subìto a Trento un intervento e non sono ancora ristabilito. Dopo il lavoro sulle strade di Salorno non sono riuscito a chiudere occhio di notte per il rumore e le vibrazioni subìte dall'utensile, il che mi ha fatto riflettere.

Ed è tornato indietro nella sua decisione di abbandonare le bici? Sì, è proprio così. Il sindaco ha capito la mia situazione. Ho stracciato il contratto del Comune e sono tornato nella mia officina dove avevo già iniziato a smobilitare.

Facendo felici i suoi vecchi clienti... Certo, ma loro non erano molto preoccupati perché erano sicuri che non li avrei abbandonati del tutto anche se il loro punto di assistenza ufficialmente non esisteva più.

Ed ora torna fra le bici a sporcarsi le mani di grasso e di olio... Passerà un po' di tempo per essere operativo, perché avevo già chiuso la mia partita Iva, avevo disdetto degli ordini ai miei fornitori, addirittura stavo pensando anche di cedere la mia azienda perché avevo avuto delle offerte, ma ho bloccato tutto.

Allora quando riaprirà ufficialmente Asia Bike? Ma penso fra qualche settimana perché prima di tutto devo tornare a stare bene di salute. Devo essere operativo al cento per cento per riprendere la mia vecchia attività: devo anche ripristinare i contratti con il telefono e con l'assicurazione.

Come l'hanno presa i suoi familiari? Bene, anche perché a loro sta a cuore la mia salute. Specie mia mamma che ha 86 anni ma anche mia sorella che in questi giorni mi aiuta a riaprire l'officina.

E i suoi medici? Ho contattato anche loro e anche loro sono d'accordo nel ritornare alla precedente attività: più tranquilla e meno stressante.

Saranno felici anche i suoi amici più piccoli che giocano vicini all'officina... Loro mi mancavano già ed ora sanno già che io ritornerò in via Nazionale. Si sono fatti vivi e sono entusiasti. C'è anche chi, in paese, ha storto il naso ma si tratta di una piccola minoranza che ha guardato solo alle apparenze. B.T.













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