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CALDARO. L’idea, di sicuro, piace a centinaia di caldaresi e bolzanini che durante l’estate scelgono il lago per fare il bagno e prendere la tintarella. La Provincia - con il vicesegretario generale Thomas Mathà - sta facendo pressing sul Demanio per ottenere 3 mila metri quadrati nell’area militare a Sud Est del Lago, un tempo utilizzata soprattutto dagli ufficiali e dalle loro famiglie e oggi in stato di abbandono, o quasi.
L’area fa parte dell’elenco dei beni che il Demanio dovrebbe cedere a titolo gratuito alla Provincia. Quest’ultima, poi, sarebbe intenzionata a girarla al Comune, ma non a costo zero. «In base ad una recente stima - spiega la consigliera comunale della Dorfliste Irene Hell - il valore si aggirerebbe attorno ai 200 mila euro. Il Comune, peraltro, non sembra impazzire di gioia dall’idea, allo scopo ovviamente di tutelare gli esercenti che lavorano sull’altra sponda del lago».
La Dorfliste, per anni, si è battuta per avere un accesso libero al lago e la sindaca Gertrud Benin, per accontentare la lista civica, ha individuato uno spazio davvero modesto, tre metri per due a lato dello stabilimento balneare Lido.
«Una soluzione assolutamente inadeguata, anche perché in quel punto l’accesso al lago è pericoloso, se non addirittura proibitivo. Non ci entra praticamente nessuno, se non qualche cagnolino per rinfrescarsi. Al Comune, ed in particolare alla Volkspartei, rimprovero lo scarso impegno per arrivare ad una soluzione in tempi brevi. O meglio un disinteresse pressochè totale. Anche chi frequenta la spiaggia libera, tra l’altro, contribuisce ad alimentare le entrate degli esercenti. Altrove, soprattutto al mare, gli spazi non attrezzati sono numerosi e apprezzati. A Caldaro, invece, sembrano prevalere gli interessi particolari di categoria». Irene Hell, che è una dipendente provinciale, sta seguendo la vicenda passo passo. «Mathà mi ha assicurato che sta seguendo la qustione. Quando arriveremo al dunque sindaco e giunta non potranno più far finta di niente». Oggi quell’angolo di paradiso in riva al lago in realtà è giù utilizzato da decine di persone che scavalcano la recinzione a loro rischio.
L’area fa parte dell’elenco dei beni che il Demanio dovrebbe cedere a titolo gratuito alla Provincia. Quest’ultima, poi, sarebbe intenzionata a girarla al Comune, ma non a costo zero. «In base ad una recente stima - spiega la consigliera comunale della Dorfliste Irene Hell - il valore si aggirerebbe attorno ai 200 mila euro. Il Comune, peraltro, non sembra impazzire di gioia dall’idea, allo scopo ovviamente di tutelare gli esercenti che lavorano sull’altra sponda del lago».
La Dorfliste, per anni, si è battuta per avere un accesso libero al lago e la sindaca Gertrud Benin, per accontentare la lista civica, ha individuato uno spazio davvero modesto, tre metri per due a lato dello stabilimento balneare Lido.
«Una soluzione assolutamente inadeguata, anche perché in quel punto l’accesso al lago è pericoloso, se non addirittura proibitivo. Non ci entra praticamente nessuno, se non qualche cagnolino per rinfrescarsi. Al Comune, ed in particolare alla Volkspartei, rimprovero lo scarso impegno per arrivare ad una soluzione in tempi brevi. O meglio un disinteresse pressochè totale. Anche chi frequenta la spiaggia libera, tra l’altro, contribuisce ad alimentare le entrate degli esercenti. Altrove, soprattutto al mare, gli spazi non attrezzati sono numerosi e apprezzati. A Caldaro, invece, sembrano prevalere gli interessi particolari di categoria». Irene Hell, che è una dipendente provinciale, sta seguendo la vicenda passo passo. «Mathà mi ha assicurato che sta seguendo la qustione. Quando arriveremo al dunque sindaco e giunta non potranno più far finta di niente». Oggi quell’angolo di paradiso in riva al lago in realtà è giù utilizzato da decine di persone che scavalcano la recinzione a loro rischio.


