BOLZANO. «Un presidente? Deve porsi degli obiettivi misurabili. Non solo grandi progetti, ma anche risultati quotidiani». Christian Battisti, imprenditore, ex assessore comunale (Civica di Gennaccaro), neopresidente dell'Ipes (dopo Francesca Tosolini), ha le idee chiare. «Dobbiamo ridurre i tempi di recupero degli alloggi, migliorare la manutenzione, rendere più efficienti i processi, ascoltare gli inquilini e dar loro risposte concrete, proseguire il rapporto con i Comuni e intensificare il coordinamento sulla sicurezza. Ho a che fare con una realtà complessa che richiede un approccio meticoloso. E vorrei che non dimenticassimo mai che l'Istituto gestisce case. E una casa, per una persona o per una famiglia, significa molto più di quattro mura. Dobbiamo riuscire a coniugare 3 parole: casa, regole, comunità».

Presidente, quanti appartamenti possedete? Quanti sono gli inquilini? Quanti di questi gli stranieri?

L'Ipes dispone oggi di un patrimonio di circa 13.500 alloggi - la stragrande maggioranza a Bolzano - per l'esattezza 13.512. Quanto alla presenza di stranieri va detto che per l'Istituto gli assegnatari sono tutti inquilini. Tutti hanno presentato una domanda, tutti sono stati valutati sulla base dei criteri previsti dalla legge e hanno ottenuto l'alloggio in funzione della graduatoria. I diritti e i doveri derivano da quel percorso e valgono per tutti allo stesso modo. Mi fermo qui.

Sono anni che Bolzano soffre di una cronica carenza di aree. Come se ne esce?

Mi sono appena insediato e sto facendo un'analisi del fabbisogno abitativo reale e, parallelamente, un'analisi del contesto di riferimento nel suo insieme. A Bolzano Ipes ha una lista d'attesa di più di mille richieste di potenziali inquilini? Devo capire in tutto in quanti alloggi si concretizza e in prospettiva quanti saranno. Servono dati reali e ripeto l'analisi di un fabbisogno in continuo mutamento. Non numeri a caso. Servono poi programmazione urbanistica, collaborazione con la Provincia e con i Comuni, individuazione di aree disponibili, recupero del patrimonio esistente e, dove possibile, nuove costruzioni.

ùÈ il primo dei vostri obiettivi ma anche il sindaco, Claudio Corrarati, dice che l'Ipes deve accelerare sulle ristrutturazioni. Non importa che l'edificio sia Casa Clima A, fondamentale invece che tanti cittadini in lista d'attesa abbiano un tetto.

Il tema c'è e sarà oggetto del primo incontro con il sindaco. La precedente amministrazione ha avviato una task force interna con l'obiettivo di rendere più veloci e uniformi i risanamenti. È una strada che va verificata, consolidata e, se necessario, ulteriormente accelerata. Nel 2025 sono stati conclusi centinaia di interventi di recupero e risanamento di alloggi resisi liberi che ci hanno permesso di dare una risposta abitativa concreta ad oltre 300 famiglie. A questi si aggiungono gli interventi per l'abbattimento delle barriere architettoniche le gestione di oltre 9 mila segnalazioni di manutenzione e a un impegno di oltre 8 milioni di euro per le manutenzioni ordinarie. L'obiettivo sarà leggere questi numeri non soltanto a consuntivo, ma trasformarli in indicatori di efficienza: quanto tempo passa dalla riconsegna di un alloggio alla sua riassegnazione? E poi se ed eventualmente come si potranno accelerare i tempi e quali procedure potranno essere semplificate.

Come va avanti il progetto di vigilanza. Per fare solo l'ultimo esempio mercoledì scorso in un alloggio Ipes di Casanova - dove vivevano due abusivi - sono stati trovati 95 grammi di cocaina.

Il problema è reale. La vigilanza non deve essere vista soltanto come una risposta quando il problema si è già verificato. Deve essere soprattutto prevenzione. Se possiamo intervenire prima, informando, sensibilizzando e creando una maggiore presenza, abbiamo già ottenuto un risultato. Per quanto riguarda Bolzano incontrerò il sindaco e i responsabili delle forze dell'ordine.

È appena scattata una nuova campagna dell'Istituto per una serena convivenza all'interno dei condomini, con cartelloni scritti anche in arabo. Secondo lei serviranno? E se non bastano cosa propone?

Ogni iniziativa che serve a sensibilizzare le persone sul rispetto delle regole, sulla convivenza e sulla sicurezza è preziosa. Le tensioni partono anche da situazioni in apparenza banali. La campagna "Respect" va proprio nella direzione di ricordare diritti e doveri della vita condominiale. Ma un cartello, da solo, naturalmente non può risolvere problemi complessi. Deve essere parte di un sistema più ampio fatto di informazione, prevenzione, presenza sul territorio, ascolto e, quando necessario, intervento.

Lei dice che vanno migliorati i rapporti con gli inquilini. Non è piaciuta a molti che l'Istituto abbia detto addio ai garage chiusi. Lei cosa ne pensa?

Voglio capire le ragioni che l'hanno determinata, verificarne gli effetti e valutare concretamente ciò che serve oggi. Il principio che mi interessa è semplice: il patrimonio Ipes deve essere utilizzato nel modo più efficace possibile nell'interesse degli inquilini e della collettività.

La sua è stata una nomina burrascosa. L'assessora Ulli Mair neanche la voleva alla presidenza.

Mi pare che la preclusione non fosse tanto nei confronti del candidato, quanto piuttosto ad un tema più datato, quello del ruolo del presidente e del cda. Ho incontrato Ulli Mair e ci siamo confrontati. I presupposti per una collaborazione positiva ci sono tutti e, per quanto ci riguarda, è questo ciò che conta ora: lavorare insieme nell'interesse dell'Ipes e dei suoi inquilini. Io sono stato chiamato a svolgere un incarico e intendo farlo con concretezza e spirito di collaborazione. La volontà comune è quella di fare gioco di squadra: crediamo molto nella sinergia funzionale tra Istituto, Provincia, Comuni e forze dell'ordine e servizi sociali. Farò del mio meglio. Per fortuna Ho trovato una squadra di dipendenti e collaboratori professionali e motivati.