PHOTO
BOLZANO. Renè Benko tornerà tra poco più di un mese alla sbarra. Dopo la condanna a due anni di reclusione per bancarotta fraudolenta rimediata a Innsbruck il 15 ottobre scorso, l'ex magnate austriaco dovrà affrontare, dal 10 dicembre, un secondo processo per aver nascosto orologi, contanti e altri gioielli, per un valore di 250 mila euro, in una cassaforte sottraendoli così alla massa fallimentare a tutto danno dei creditori.
Benko, due settimane fa, è stato condannato a due anni di reclusione dalla Corte d'Assise di Innsbruck per bancarotta fraudolenta nell'ambito del crack miliardario del gruppo Signa. Si tratta solo del primo filone della maxi inchiesta dalla Procura anti-corruzione (Wksta) di Vienna contro l'ormai ex re Mida, celebrato e corteggiato fino a poco tempo fa dal mondo economico e politico internazionale. Il 48enne è sotto inchiesta anche in Italia.
La Procura distrettuale di Trento sta facendo luce su una serie di operazioni immobiliari nel nord Italia. Prima della sua caduta, tutto quello che René Benko toccava diventava oro: nel 2014 compra la famosa catena tedesca di negozi Karstadt, nel 2019 acquisisce assieme alla Rfr Holding il Chrysler Building a New York. Nel suo portafoglio immobiliare entra anche il famoso Hotel Bauer a Venezia.
Il tirolese investe anche in realtà "minori", come nell'aeroporto di Bolzano e nel nuovo centro commerciale Waltherpark nel centro storico del capoluogo altoatesino, che dopo il crack è passato al gruppo Schoeller.Secondo Forbes, il patrimonio dell'austriaco nell'estate 2023 ammontava a 5,5 miliardi di euro. Poi la caduta del re Mida dei nostri tempi. Come la figura della mitologia greca, anche per Benko la sua capacità (o forse ossessione) di trasformare tutto in oro diventa la sua condanna.
Lo scorso gennaio è stato arrestato per restare tutti questi mesi in custodia cautelare. Due settimane fa la prima condanna del Tribunale austriaco, aspettando il prossimo processo. Comincerà il 10 dicembre.


