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BOLZANO. L'autista del furgone che lo scorso 29 settembre ha investito e ucciso la piccola Jamila, di appena 3 anni, stava utilizzando il cellulare al momento dell'incidente? È quanto vuole accertare la Procura di Bolzano, che oggi pomeriggio, mercoledì 21 ottobre, ha conferito un incarico di consulenza tecnica per analizzare lo smartphone del conducente. Il tragico investimento era avvenuto in via Garibaldi, dove la bambina aveva perso la vita dopo essere stata travolta dal mezzo.
L'incarico è stato affidato all'ingegner Nicola Chemello, di Asolo, che dovrà verificare se il telefono fosse in uso al momento dell'investimento. Lo smartphone era stato sequestrato subito dopo l'incidente e sarà ora sottoposto a un esame approfondito. L'accertamento punta a chiarire un elemento potenzialmente importante per le indagini, senza che al momento sia stata accertata alcuna distrazione legata all'utilizzo del dispositivo.
La Procura aveva inizialmente previsto anche la nomina di un secondo consulente tecnico per ricostruire la dinamica dell'incidente, ma l'incarico non è stato conferito. L'avvocato Federico Fava, difensore dell'autista, ha infatti chiesto che l'accertamento venga svolto attraverso un incidente probatorio davanti al giudice per le indagini preliminari, consentendo anche la partecipazione di un consulente della difesa.
Il conducente del furgone è un 43enne di origine albanese residente a Bolzano, attualmente accusato di omicidio stradale. Le indagini proseguono per chiarire le circostanze dell'investimento e accertare eventuali responsabilità. La perizia sul cellulare rappresenta uno dei passaggi dell'inchiesta sulla morte della bambina.


