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BOLZANO. Gli avvocati difensori delle cinque donne, appartenenti ad una setta religiosa, arrestate per aver maltrattato due bambini, figli di una di loro, presenteranno ricorso in Cassazione contro la decisione del tribunale del Riesame di confermare la custodia cautelare in carcere.
Gli avvocati Mark Antonio De Giuseppe e Nicola Nettis chiedono infatti che vengano concessi gli arresti domiciliari in quanto, a loro avviso, non ci sarebbe pericolo di reiterazione del reato. Il tribunale del Riesame, nel motivare la sua decisione, ha però elencato nel dettaglio gli episodi di grave maltrattamento psicofisico cui venivano sottoposti i due minorenni, costretti a volte non dormire per tutta la notte oppure privati del cibo, minacciati e costretti a pregare per ore, poiché, secondo le cinque donne, avrebbero dovuto espiare i loro peccati. Anche la semplice richiesta da parte di uno dei bambini di poter avere un telefono cellulare era stata interpretata dalle donne come la prova di una tentazione demoniaca e come tale punita.
I continui maltrattamenti erano stati documentati dalle intercettazioni ambientali che avevano portato all'arresto delle cinque donne. Non solo i giudici hanno quindi confermato l'ordinanza di custodia cautelare, ma hanno anche ipotizzato che potrebbe configurarsi a carico delle cinque donne il reato di tortura oltre a quello, meno grave, di maltrattamenti.


