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BOLZANO. Non c’è nulla di anomalo, o di sospetto, nelle procedure che hanno portato all’affidamento all’impresa Pizzarotti dei lavori di costruzioni della nuova pista da bob di Cortina, destinata ad ospitare le gare delle Olimpiadi invernali del 2026.
A sollevare la questione era stata l'Heimatpflegeverband Südtirol, che in una nota aveva osservato come «dal momento in cui è stata indetta la gara d'appalto, le imprese interessate avrebbero avuto poco meno di tre settimane per studiare 2.080 documenti, tra cui 1.700 piani tecnici e forse 10.000 pagine di testo, e presentare una proposta progettuale completa (…) La storia dovrà dimostrare se ci sono stati accordi preventivi».
Per poi rincarare la dose lanciando l’allarme su possibili infiltrazioni criminose nel grande business delle olimpiadi invernali. Dichiarazioni che non sono piaciute alla Pizzarotti, che replica con decisione: «Sfugge all’Associazione, non essendo evidentemente abituata a trattare tali tematiche, che nessuna “proposta progettuale completa” doveva essere presentata ai fini della partecipazione alla gara. Infatti, a base di gara vi era la progettazione esecutiva dell’intervento da realizzare, talché Impresa Pizzarotti non doveva né dovrà sviluppare elaborati progettuali, dovendosi al contrario occupare delle sole attività di costruzione».
Tanto più che tutta la documentazione relativa al progetto esecutivo era nella disponibilità della società fin dal mese di luglio 2023, quando la stessa era stata invitata alla procedura negoziata. «Impresa Pizzarotti ha pertanto avuto a disposizione ben 171 giorni (oltre 5 mesi e mezzo e non tre settimane) per studiare la documentazione progettuale e addivenire alla formalizzazione della propria migliore offerta».
Infine, la Pizzarotti sottolinea che «l’Associazione avrebbe dovuto essere decisamente più cauta nelle sue affermazioni - si vedano anche le considerazioni fatte in tema di criminalità organizzata associata a eventi come quello delle Olimpiadi - e corretta nella ricostruzione dei fatti, evitando di alimentare suggestioni che, apparendo finalizzate a scopi evidentemente equivoci e comunque estranei agli interessi perseguiti dalla medesima Associazione, allontanano i lettori dalla verità sostanziale dei fatti e delle circostanze».


