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Bolzano. Ancora caos e notti insonni per i residenti del centro. Un dj abusivo che ama la musica techno e la movida da settimane è l'incubo di chi vive intorno a piazza Erbe. La polizia municipale ha già sequestrato più volte al giovane l'attrezzatura, ma non si arrende e continua a comprare diffusori audio.
Venerdì notte si è svolto il suo party più riuscito: musica ininterrotta dalle 22.30 fino a oltre le 6 del mattino, con decine di giovanissimi a ballare e festeggiare intorno al suo altoparlante grande circa 60 centimetri per 30, con volumi decisamente sopra il limite. Ha iniziato sui banchi del mercato di piazza Erbe, chiusi la notte, per poi spostarsi verso l'incrocio con via Leonardo da Vinci, e in via Weggenstein, dove la festa è proseguita fino all'alba. A raccontare i dettagli sono gli stessi abitanti, che lo vedono girare in zona tutti i giorni, e mettere musica a qualsiasi ora. Stremati, riferiscono di non chiudere occhio almeno da tre weekend: «Se nessuno lo considera, dopo un po' smette», spiega Sylvia Hofer, presidente della circoscrizione, «Il problema è il venerdì e il sabato sera, quando ci sono i ragazzi in piazza che gli danno corda e lui continua a tenere la musica. Mi chiedo perché nessuno lo fermi. I residenti continuano a lamentarsi e sono davvero disperati».
Manca un'alternativa
I "party abusivi" rappresentano un problema anche per gli esercenti dei bar di piazza Erbe, i quali però si chiedono se non sia un segnale di un bisogno che la città non riesce a soddisfare. «Forse se ci fossero alternative più interessanti, i giovani non starebbero attorno a una persona con l'altoparlante», sottolinea Manuel Nardo, del locale "Black Sheep" di piazza Erbe. «Noi come esercenti cerchiamo di non dare da bere a questo ragazzo e di non invogliarlo a stare in piazza, anche perché disturba i clienti e crea disordine. Però ci siamo anche chiesti se quello che fa non riveli un vuoto di offerta che andrebbe affrontato in modo più concreto. Ogni tipo di permesso per fare dj set, o momenti musicali», ricorda Nardo, «sia all'aperto che al chiuso, in piazza Erbe non viene rilasciato. Noi siamo costretti a chiudere all'1 di notte. Insomma, manca un'alternativa per coinvolgere la movida in modo più controllato. Ma il Comune dice chiaramente di non voler incoraggiare l'affluenza all'interno della piazza, per motivi di impatto ambientale e acustico». Tuttavia pare che l'affluenza ci sia lo stesso. «Se fossi io il legislatore mi farei due domande», prosegue Nardo, «Siamo comunque in trattativa con il Comune per risolvere la questione. A breve ci incontreremo. Garantire un'offerta culturale ai giovani è necessario. Fermare questo ragazzo non basta, altrimenti fra tre mesi ci sarà qualcun altro a fare la stessa cosa». E il Comune cosa fa? «Voglio proporre una soluzione che oltrepassi quel divieto, approvato anni fa e che va ridiscusso in giunta», spiega l'assessora comunale Chiara Rabini, «Vogliamo rispondere a questo bisogno con urgenza. Per superare questa carenza di spazi si potenzieranno luoghi all'aperto diffusi nei quartieri, ma soprattutto puntiamo a trovare uno spazio dove sviluppare un hub creativo (un po' come l'ex Kubo). Un punto di eventi e di incontro per i giovani», conclude.


