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BOLZANO. Ragazzi che a poco a poco smettono di vedere gli amici, lasciano le attività quotidiane e si chiudono in casa, fino a perdere quasi del tutto i contatti con il mondo esterno. È il fenomeno degli hikikomori, una forma di ritiro sociale che riguarda anche l’Alto Adige e pone nuove sfide a famiglie, scuole e servizi di assistenza.
Per approfondire il tema, giovedì 12 novembre, dalle 18 alle 20, il Centro Ermete Lovera di Bolzano ospiterà l’incontro «Nel contesto – Hikikomori. Giovani in ritiro sociale».
L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il progetto Invisibili dell’associazione La Strada – Der Weg e vuole accendere i riflettori su una condizione spesso difficile da riconoscere e da affrontare. Il termine giapponese hikikomori significa letteralmente «ritirarsi». Descrive un isolamento progressivo che può compromettere profondamente le relazioni e la partecipazione alla vita sociale.
Al centro del confronto ci saranno le esperienze dei giovani e delle loro famiglie, ma anche le possibilità di intervento con percorsi terapeutici, sociali e artistici. Interverranno Alberto Malfatti, psicoterapeuta e musicoterapeuta, referente per la prevenzione del progetto Invisibili, e Martina Melilli, artista e direttrice artistica del progetto ComeSe del Piccolo Museion – Cubo Garutti. Modererà Brita Köhler.
Un ruolo particolare spetterà all’arte e al progetto Dentro il Cubo – ComeSe, visibile in questi giorni al Piccolo Museion nel quartiere Don Bosco. Tra le opere c’è il personaggio illustrato del Riccio, portavoce simbolico delle esperienze di alcuni giovani in ritiro sociale. Il suo messaggio, «La vulnerabilità non è una debolezza», è il filo conduttore di un appuntamento che punta a costruire nuove forme di ascolto e collaborazione tra famiglie, professionisti e territorio.


