BOLZANO. La tendenza si conferma: il Mercatino di Natale continua senza l’assalto di pullman e camper, segnando un cambio di paradigma nell’afflusso turistico. «La città è comunque affollata e i commercianti delle casette sono soddisfatti. Se stiamo assistendo a una gestione più “sostenibile” del mercatino, non possiamo che esserne contenti», afferma Roland Buratti, presidente dell’Azienda di soggiorno. La nuova formula, caratterizzata da un flusso di visitatori più distribuito lungo la settimana, sembra incontrare il favore sia dei residenti che dei turisti. Sul fronte sicurezza, alla luce degli episodi recenti come la strage al mercatino di Magdeburgo, oggi è prevista una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica.
 

I dati e la domenica d’oro
Ieri si è registrata la tradizionale “domenica d’oro”, con negozi aperti in tutta la città e un grande movimento sin dalla mattinata. Tuttavia, l’assalto di visitatori non c’è stato. I dati degli ultimi due weekend evidenziano un calo nei viaggi organizzati: sabato 14 e domenica 15 dicembre si contavano rispettivamente 50 e 120 pullman, mentre sabato 21 e ieri si sono registrati meno di 20 e 60 pullman. Il parcheggio Siberia, in via Macello, è rimasto semivuoto per gran parte della giornata, e anche le auto hanno riempito i parcheggi solo in modo sporadico, come nel caso del Mayr Nusser, esaurito brevemente nel pomeriggio.

Secondo Buratti, il successo è dovuto alla scelta di puntare sui treni: «Meno pullman, ma moltissimi visitatori sono arrivati in treno, un mezzo sostenibile, oltre a tanti altri che hanno scelto l’auto». Il fenomeno è evidente anche a Trento, dove il presidente dei Ristoratori, Francesco Antoniolli, segnala un cambiamento nel turismo: «C’è sempre grande afflusso, ma i pullman delle gite organizzate sono in netto calo. Oggi i turisti si muovono in autonomia, in coppie, famiglie o piccoli gruppi di amici, con maggiore flessibilità».
 

Vendite e quartieri
Dal punto di vista commerciale, i negozi nel centro storico e nell’area del Twenty stanno beneficiando del Natale, in particolare nel settore abbigliamento. Tuttavia, i negozi con fasce di prezzo più elevate stanno riscontrando maggiori difficoltà. Thomas Rizzolli, dell’Unione Commercio, evidenzia un ritorno al commercio tradizionale, ma ammonisce: «Chi compra online non può sorprendersi se trova negozi chiusi al piano terra».
 

Nei quartieri, invece, la “domenica d’oro” non ha avuto lo stesso successo. L’afflusso al mercato di corso Libertà è stato moderato, con negozi che hanno registrato vendite sottotono. Elena Bonaldi, presidente di Confesercenti, racconta: «Viviamo due realtà opposte: il centro storico e il Twenty da una parte, i quartieri dall’altra. Molti colleghi hanno scelto di aprire solo due domeniche, mentre io preferisco mantenerne quattro. Speriamo negli acquisti dell’ultima settimana».