BOLZANO. È andata al Pronto soccorso dell'ospedale San Maurizio, per farsi medicare dopo un incidente in bicicletta, avvenuto in zona industriale e sarebbe stata molestata verbalmente da un medico.

La vittima, una donna - la vicenda è stata pubblicata sul portale online "Salto" - ha presentato un esposto; la direzione dell'Asl immediatamente informata ha avviato un'inchiesta interna e il professionista - non un dipendente ma un libero professionista chiamato per fronteggiare la carenza di personale - è stato sospeso dal servizio. Ad aggravare la posizione del medico ci sarebbe alcune segnalazioni che però non si sarebbero tradotte in vere e proprie denunce.


I fatti sarebbero avvenuti alla fine di luglio; l'esposto è stato presentato all'inizio di agosto; sulla vicenda - oltre agli accertamenti interni - stanno indagando i carabinieri.La donna ha raccontato di essere arrivata al Pronto soccorso dopo un incidente con la bici e di essere stata sottoposta agli accertamenti del caso. Quindi il medico, letti i risultati degli esami, l'avrebbe rassicurata dicendo che era tutto a posto e non avrebbe dovuto assumere alcun farmaco. Sempre secondo l'esposto, si sarebbe poi lamentato per l'eccessivo carico di lavoro, causato com'è noto dalla mancanza di medici.

La conversazione sarebbe proseguita all'esterno dell'ospedale; il medico avrebbe cominciato a parlare con il compagno della paziente, facendo considerazioni pesanti su di lei; raccontando le proprie fantasie erotiche e spiegando come avrebbe dovuto comportarsi con le donne. Scioccata la coppia si era allontanata, ma la paziente ha deciso di denunciare quanto accaduto, prima all'Ufficio Relazioni con il Pubblico.

L'Asl è immediatamente intervenuta.Questa la presa di posizione firmata dal direttore generale Christian Kofler dell'Azienda. «Il racconto della signora ci tocca profondamente. Le accuse sono gravi e le trattiamo molto seriamente. Vorremmo allo stesso tempo anche ringraziare la paziente per avere avuto il coraggio di renderle pubbliche. La Direzione aziendale ha già intrapreso le azioni necessarie per un'indagine interna.

È stata inoltre sporta una formale denuncia, rispetto alla quale l'Asl collaborerà da vicino con le autorità competenti. Il medico in questione non è un dipendente dell'Azienda, ma un libero professionista e non è più previsto in nessun turno di servizio, fino a quando la situazione non sarà chiarita.

Ribadiamo fermamente che un simile comportamento è da considerarsi inaccettabile nelle nostre strutture. In qualità di responsabile finale per l'Asl dell'Alto Adige, adotterò tutte le misure necessarie affinché questo tipo di comportamento non si ripeta. Anche un eventuale sovraccarico di lavoro non può costituire in alcun modo una giustificazione».