Bolzano, patentini falsi: indagati un primario e un candidato alle comunali
Omessa denuncia per Marc Kaufmann. Nei guai anche il dirigente dell’Asl Maurizio Pilia e un politico. Quanto emerso sugli enti certificatori sarebbe solo la punta dell'iceberg
L'ARRESTO "Pensavo fosse lecito"
SANITA' "Crisi del bilinguismo"
INDAGINI Indagati agenti della municipale
BOLZANO. Si allarga la lista di chi ha comprato un patentino di bilinguismo falso, presentandolo poi agli uffici provinciali. C’è anche la politica di mezzo. Un candidato del centrodestra alle ultime elezioni comunali è indagato per falso ideologico: avrebbe allegato alla propria domanda di riconoscimento dell’esame una falsa certificazione di conoscenza della lingua tedesca, livello B2. E lo avrebbe fatto il 9 maggio 2025, tra il primo turno e il ballottaggio. Insomma, giorni molto caldi per la nomina del nuovo sindaco. Va detto che questa persona, dipendente dell’Azienda sanitaria, oggi non ricopre alcun ruolo ufficiale nella politica altoatesina. Si tratta di uno dei tanti che avrebbero acquistato il patentino da Liborio Sirchia, l’ex guardia giurata ai domiciliari da venerdì scorso per aver procurato decine di diplomi finti a personale sanitario, come medici e infermieri (22 già licenziati dall’Asl), oltre che a studenti minorenni, vigili urbani e insegnanti. Nei guai, come già scritto, sono finiti anche due dirigenti dell’Azienda sanitaria. Stando alle carte dell’inchiesta, ora possiamo riferire che si tratta di Marc Kaufmann, primario del reparto di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale di Bolzano, e di Maurizio Pilia, dirigente della direzione tecnico-assistenziale dell’Asl. Indagini che vanno in direzioni opposte, perché Kaufmann risulterebbe nel registro degli indagati per omessa denuncia. Secondo l’accusa sapeva che almeno uno dei suoi medici aveva acquistato un patentino falso, e non lo avrebbe segnalato all’autorità giudiziaria. Pilia, invece, avrebbe ottenuto un patentino C1 falso grazie all’intermediazione dell’ex guardia giurata del “San Maurizio”: è indagato per falso e truffa aggravata ai danni dello Stato o di ente pubblico.
Il primario smentisce
Interpellato, così ieri è intervenuto Kaufmann: «Purtroppo non sono in grado di dire nulla a riguardo, poiché finora non sono stato informato dell’indagine che sarebbe in corso nei miei confronti, né ho alcuna idea di quale possa essere una mia eventuale responsabilità in merito a questa vicenda. Riflettendo, inoltre, sarebbe stato ben poco ragionevole da parte di qualcuno che compie un illecito, andarlo poi a raccontare a terze persone. Certamente i collaboratori mi hanno informato di aver ottenuto il patentino, per poter procedere con l’assunzione, ma ovviamente non specificando in quale modalità questo fosse avvenuto».
Gli enti certificatori
Quanto emerso sarebbe solo la punta dell’iceberg. C’è un’indagine parallela della Guardia di Finanza che sta cercando di scoperchiare un altro sistema, ancora meglio collaudato. Quello delle scuole italiane con sede nel sud. Parliamo di scuole vere con la licenza a rilasciare i certificati di bilinguismo. Peccato che questo certificato sia finito nelle mani di chi l’esame non l’ha mai svolto o che avrebbe preso parte a una sessione facilitata. Non è chiaro se i candidati “speciali” pagassero di più rispetto ai normali iscritti ai corsi. Al momento non si ha notizia di istituti indagati dalla Procura di Bolzano. Da fonti investigative, però, trapela che i casi potrebbero essere centinaia. Un intero sistema, sanitario e pubblico, rischierebbe di crollare, qualora gli inquirenti dovessero dimostrare l’esistenza di questo secondo, enorme filone.